Da Reggio Calabria prenderà il via un nuovo viaggio di solidarietà che ha il sapore di una sfida umana e politica. Enzo Infantino, da oltre vent’anni impegnato nei campi profughi del Medio Oriente, si prepara a lasciare la sua città per raggiungere ancora una volta il Libano. Lo aveva già annunciato nei giorni scorsi, adesso lo ha ribadito come ospite sul truck di LaC in piazza Indipendenza, ai microfoni di Elisa Barresi, raccontando emozioni, motivazioni e la forza di una missione che, in questo preciso momento storico, assume un valore ancora più grande. La partenza arriva infatti mentre il conflitto in Palestina continua a produrre vittime e devastazioni, e mentre l’opinione pubblica internazionale cerca con fatica di far sentire la propria voce.

«Quest’anno la nostra missione assume un significato particolare. Nel Paese dei Cedri vivono circa 450 mila profughi palestinesi in condizioni disumane. A rendere tutto ancora più grave è il conflitto in corso a Gaza: non sono solo milizie a essere colpite, ma soprattutto civili. Secondo i dati Onu, i morti hanno superato quota 64 mila, tra loro oltre ventimila bambini. È una situazione insopportabile dal punto di vista umano e umanitario».

Infantino guarda anche al risveglio della coscienza collettiva: «La flottiglia che è partita rappresenta una ribellione al genocidio, un dire basta. Nonostante l’inerzia dei governi, esiste un’opinione pubblica mondiale che ha compreso la tragedia. E non riguarda solo Gaza: anche in Cisgiordania i palestinesi subiscono attacchi continui da parte dell’esercito e dei coloni che tentano di cacciarli dalle loro case».

La sua prossima tappa sarà la Global Summud Flotilla: «Nonostante gli attacchi subiti a Tunisi, la missione si farà con circa quaranta imbarcazioni. A seguire partirà anche la Flotilla Italia da Otranto, con a bordo un attivista reggino. E ci sarà anche il Centro sociale Cartella, che rappresenterà la nostra città in questa sfida di umanità».