Non è stato solo un simbolico taglio del nastro, ma un atto di riconquista collettiva quello che si è consumato stamane a Bovalino. Dove un tempo il potere si manifestava attraverso l’oppressione e l’illegalità, oggi sorge un presidio di speranza: la Casa della Legalità, ospitata all'interno di un immobile confiscato alla ’ndrangheta in contrada Bricà.

La cerimonia ha visto una partecipazione sentita della cittadinanza e delle istituzioni, riunite per celebrare la conclusione dei lavori di riqualificazione di una struttura che, nelle parole del sindaco Vincenzo Maesano, rappresenta «il segno tangibile del senso civico e dell’onestà della comunità bovalinese. Era un immobile in stato rustico che era stato anche vandalizzato da un incendio di pneumatici depositati in maniera incontrollata - le parole del primo cittadino Maesano - Da oggi sarà la Casa della legalità di Bovalino. Si tratta di una delle azioni più importanti al fine continuare a valorizzare le risorse del territorio e mostrare l’immagine migliore della nostra città». Un riscatto necessario per un territorio che, a partire dagli anni Settanta, ha visto la propria immagine e la propria identità deturpata da azioni criminose che ne hanno frenato la vocazione turistica e culturale.

Particolarmente toccante è stato il momento dedicato alla memoria di Alfredo Battaglia, cittadino di Bovalino e vittima, ancora adolescente, di un drammatico sequestro di persona a scopo estorsivo. È proprio a lui che l’Amministrazione Comunale ha deciso di intitolare l’immobile, trasformando una ferita storica della città in un motore di impegno civile. «Un dolore forte, ma vissuto con dignità da tutta la famiglia - ha dichiarato il sottosegretario Wanda Ferro - che ha compreso che lo Stato è presente e non si gira dall’altra parte. È solo questione di tempo. Oggi è una giornata importante anche nel ricordo di tante vittime di mafia ma soprattutto nell’anniversario della strage di Capaci». La nuova struttura non sarà un guscio vuoto, ma un centro operativo per percorsi di rieducazione e reinserimento sociale, con un’attenzione particolare ai giovani che vivono in situazioni di marginalità o a rischio devianza.

A dare ulteriore risalto all'evento è stata la presenza dell’attore Giorgio Pasotti, che ha partecipato alla giornata come ospite, testimoniando l'importanza di fare rete tra società civile, arte e istituzioni per consolidare la cultura della legalità.