Ridurre il divario digitale, offrire un aiuto concreto a chi vive nelle aree isolate o nei piccoli comuni interni dell’area metropolitana, rendere la tecnologia accessibile a tutti. Sono stati questi gli obiettivi del progetto S.p.I.D – Sinergie per Includere Digitalizzando, realizzato dalla Croce Rossa Italiana – Vallata del Gallico in partenariato con la Res Omnia Cooperativa sociale di Reggio Calabria. Un progetto che da gennaio 2025 e fino ad oggi, grazie alla Regione Calabria e all’Ambito Territoriale Sociale di Villa San Giovanni, ha portato all’apertura di due Centri di Facilitazione Digitale a Santo Stefano in Aspromonte e a Sant’Eufemia d’Aspromonte. Nel corso del 2025 si è aggiunto anche uno sportello a Bagnara Calabra.

Il Centro di Facilitazione Digitale è stato concepito come uno spazio aperto a tutti dove favorire l’alfabetizzazione digitale e supportare i cittadini nell’utilizzo autonomo dei servizi online. In un’epoca di profonda trasformazione digitale, è fondamentale infatti investire nell’alfabetizzazione dei cittadini, soprattutto nelle aree interne e in tutti quei territori a forte rischio di abbandono e carenti di servizi. All’interno dei due Centri e dello sportello, persone di tutte le età, nel corso di tutta la durata del progetto, hanno trovato supporto e competenze adeguate per il disbrigo delle loro pratiche.

«Questo progetto – racconta la sindaca del Comune di Villa San Giovanni Giusy Caminiti - è stato pensato dai sindaci dei 13 comuni dell’Ambito Territoriale Sociale di Villa San Giovanni per aiutare soprattutto gli anziani. Ecco perché abbiamo diviso l’ATS in tre aree omogenee sia per territorio che, soprattutto, per bisogni riscontrati. Gli aggiudicatari del progetto hanno svolto un lavoro capillare, ben oltre le aspettative, sia per utenti registrati sia per servizi erogati. La grande competenza dei professionisti coinvolti e l’approccio accogliente e solidale hanno fatto la differenza: per questo ringrazio, - prosegue Caminiti - anche a nome di tutti i colleghi sindaci, quanti hanno lavorato al progetto che, peraltro, sono punti fermi nei diversi servizi resi dal nostro ATS: quel mondo del Terzo Settore il cui sostegno è imprescindibile per muovere la macchina dei servizi sociali e dei servizi socio-sanitari».

Sono 2.112 mila gli utenti registrati e 3.466 i servizi di facilitazione erogati. Nel 65% dei casi, si è trattato di utenti over 60, ma hanno richiesto i servizi di facilitazione anche persone più giovani: l’accesso, infatti, è stato aperto a tutti i cittadini maggiorenni. Variegata, invece, la natura degli interventi richiesti: dall’accesso ai servizi sanitari alle prenotazioni CUP e Registro Sanitario Elettronico, dalla creazione o recupero di credenziali SPID e PEC ai servizi di PagoPA e saldo delle tasse, fino alla richiesta di assistenza tecnica per usufruire delle piattaforme di comunicazione digitale.

Il progetto S.p.I.D. si è proposto sin da subito come progetto itinerante. Sono molteplici le attività, infatti, che si sono svolte nei comuni degli ATS per far conoscere i servizi proposti e le modalità di accesso. Il progetto adesso si avvia verso la conclusione, prevista a maggio 2026, ma il successo riscontrato e l’elevato numero di interventi richiesti sono indicatori chiari: i cittadini sentono forte l’esigenza di avere una guida, di essere accompagnati in percorsi di alfabetizzazione digitale. Vanno, quindi, incentivati i partenariati tra Pubbliche Amministrazioni ed Enti di Terzo Settore, affinché progettualità come queste possano strutturarsi sempre di più e contribuire alla crescita delle comunità locali.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti. – dichiara Francesca Pintomalli, presidente del Comitato della Vallata del Gallico di Croce Rossa – Il progetto ha rappresentato un intervento concreto e incisivo nel contrasto al divario digitale e nella promozione dell’accesso equo ai servizi per tutti i cittadini. In un contesto caratterizzato da una crescente digitalizzazione dei servizi, è fondamentale accompagnare le persone in percorsi di alfabetizzazione digitale, favorendo autonomia, consapevolezza e inclusione. Ecco perché il progetto ha saputo coniugare efficacemente competenze tecniche e attenzione alla dimensione umana, garantendo supporto quantificato e prossimità. Elemento determinante – spiega ancora – è stato il lavoro di rete tra istituzioni pubbliche, realtà del Terzo Settore e attori locali. Particolare rilievo assume il contributo degli operatori e dei volontari coinvolti, il cui impegno, professionalità e senso di responsabilità hanno reso possibile il raggiungimento di risultati significativi. Il progetto S.p.I.D. dunque – conclude Pintomalli – si configura come una buona pratica da consolidare e sviluppare, nella prospettiva di rafforzare le reti territoriali e promuovere una società sempre più inclusiva, equa e attenta ai bisogni delle persone».

«Il progetto S.p.I.D. ha rappresentato per noi un'importante area test. – spiega la presidente della Res Omnia Cooperativa sociale Fortunata Denisi – La nostra cooperativa, attraverso i progetti e i servizi che le vengono affidati dalle Pubbliche Amministrative, offre servizi alla persona pensati per garantire un approccio olistico: per metodo abbiamo scelto di prendere in carico le famiglie e le persone in tutti gli aspetti che riguardano la loro vita, seguendo un approccio quasi artigianale basato sull’osservazione e sull’individuazione di bisogni sempre nuovi. Ecco perché per noi il progetto S.p.I.D. rappresenta una sperimentazione importante: i numeri registrati indicano che è necessario continuare ad investire in questo tipo di servizio e di progettualità. La digitalizzazione, infatti, se da un lato accorcia le distanze e consente la velocizzazione della burocrazia, rischia dall’altro di diventare un elemento di esclusione sociale. Come operatori sociali – conclude Denisi – abbiamo quindi il dovere di intervenire lì dove insistono le fragilità, per far in modo che nessuno si senta mai escluso».