Un assemblea studentesca dall’alto valore formativo, quella organizzata dai rappresentanti degli studenti del Polo Liceale “Zaleuco – Oliveti – Panetta – Zanotti”. Sabato 24 Gennaio, nell’Aula Magna “Costantino Dardi” del Liceo Scientifico Zaleuco, i ragazzi del Polo, chi in presenza e chi in collegamento streaming nelle classi, hanno incontrato il giornalista d’inchiesta, inviato di Striscia la Notizia, dott. Michele Macrì, sul tema “Conoscere per esercitare i propri diritti. Come diventare giornalisti di denuncia”.

In un confronto diretto, amichevole e conviviale, Macrì ha puntato sulla costanza nel portare avanti i propri sogni e le proprie aspettative soffermandosi sulla formazione, sulla concentrazione dell’obiettivo, sull’impegno e sull’importanza del saper comunicare, sia che si voglia diventare giornalisti d’inchiesta o qualsiasi altra cosa. Quando si comunica l’attenzione deve essere rivolta a tutti indistintamente, in maniera empatica e coinvolgente e il primo step è sicuramente la formazione. In questo, ha affermato Macrì, bisogna tenere conto da dove proveniamo, perché un milanese è sicuramente più avvantaggiato rispetto a noi meridionali, per il tono della voce, oggettivamente più gradevole per un mezzo televisivo o radiofonico. Nella nostra terra dobbiamo dimostrare di essere più bravi, premendo moltissimo sulla formazione, che non sta solo sui libri, ma sta nell’assorbire più informazioni possibili su quello che noi vogliamo realizzare nella vita, e su una concentrazione altissima verso l’obiettivo da realizzare. Non esistono scorciatoie o strade facili, esiste solo l’impegno: dare il massimo di se stessi senza l’alibi dello strumento digitale.

E’ importante creare il proprio sogno partendo da uno stimolo mentale, senza la tecnologia, che ha solo paralizzato la nostra parte creativa. Il raggiungimento di un obiettivo è sempre un viaggio che parte dalla nostra mente. Ognuno è il miglior attore di se stesso, ogni giorno, quando produce pensieri e situazioni varie, che spesso, però, passano in secondo piano, perché considerati inutili, in quanto convinti che l’altro sogni più in grande di noi. Una competenza imprescindibile per arrivare lontano, oggi, è saper comunicare, saper trasmettere un messaggio, che non insegna nessuna intelligenza artificiale.

Comunicare significa mettere in comune un messaggio, non parlarsi addosso, ma parlare per farsi capire dall’altro, raggiungere l’altro. Perché ci sia una buona comunicazione bisogna che la persona metta in connessione quello che dice con quello che comunica a livello concreto. Per raggiungere questo, Macrì ha suggerito ai ragazzi un percorso da intraprendere, per migliorare la comunicazione: partire dal registrare la propria voce; passare, poi ad un podcast, attraverso la lettura di un testo, realizzato solo in audio. Dopodiché si arriva a fare un’improvvisazione dello stesso testo solo in audio, per capire se la propria voce è così magnetica da avere dei colori, delle pause, da avere dei cambiamenti di ritmo, dei cambiamenti di tono, da avere delle sfumature, da avere delle salite, necessarie per farsi sentire e farsi comprendere da chi è più distante. Questo percorso è importantissimo per chi vuole realizzarsi a qualsiasi livello, perché, purtroppo, ha continuato Macrì, si è giudicati in base a come si comunica.

Più si parlerà bene più opportunità si avranno di inserirsi in un tessuto sociale che valuterà positivamente, anche con un adeguato riscontro economico. Chi comunica male è costretto all’isolamento, rimane un numero, un codice fiscale, che non sarà mai chiamato a fare qualcosa d’importante. Tutto parte dalla comunicazione, dalla capacità persuasiva di ognuno. Oggi, a differenza di anni fa, sul palco della vita ci si sta sempre. Quasi tutti hanno almeno due profili social, ma tali profili sono tutti uguali, perché c’è un appiattimento comunicativo. Cosa bisogna fare, allora, per essere diversi? Bisogna seguire il proprio percorso individuale, seguire la nostra natura, la nostra inclinazione, altrimenti si rischia di diventare un numero. E’ importante avere una testa pensante, che sappia dire, anche, no. Sarebbe bello, ha sottolineato Macrì, avere un sogno migliorativo per la nostra terra di Calabria, da realizzare con le proprie competenze, i propri studi, la propria formazione. Se, invece, si decide di uscire dalla Calabria, per andare al nord, bisogna ricordarsi, però, di essere preparati ad affrontare un mondo che ci attende con una sfida clamorosamente impegnativa, dove vanno avanti solo i migliori in assoluto, senza nessuno sconto.

L’augurio finale rivolto ai ragazzi da Macrì è stato quello di vederli formati ad altissimi livelli, ma per rimanere nella propria terra e renderla più bella e più competitiva possibile. Diverse le domande poste al giornalista dai ragazzi, dalla qualità, oggi, della comunicazione all’utilizzo della comunicazione in momenti critici, quando l’inchiesta rivela verità scomode. Questo incontro ha lasciato, sicuramente, il segno negli studenti, perché si sono potuti confrontare con un calabrese che ha dimostrato, fuori dalla sua terra, di non essere da meno, continuando a portare in sé l’orgoglio delle sue origini e della sua storia. Un esempio costruttivo per le nuove generazioni. “Per comunicare efficacemente, dobbiamo realizzare che siamo tutti diversi nel modo di percepire il mondo e utilizzare questa comprensione come guida della nostra comunicazione con gli altri”