A Simeri e Tiriolo l’evento promosso da Entopan mette a confronto istituzioni, imprese, ricerca e innovazione. Cicione: «Costruire un futuro armonico e sapiente». Maduli: «L’intelligenza artificiale non deve umiliare le qualità dell’uomo». Il sottosegretario Butti: «La Calabria non è ai margini, qui si sta sviluppando un ecosistema»
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Non è soltanto il luogo nel quale discutere del futuro. È il luogo dal quale provare a costruirlo. La Calabria diventa così uno spazio di confronto internazionale sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il rapporto tra tecnologia, economia e società, ponendo una domanda destinata a diventare sempre più decisiva: come governare l’innovazione senza perdere di vista la persona?
È questo il terreno sul quale si muove “Harmonic Innovation: Words of Hope for a Magnifica Humanitas”, il forum promosso da Entopan, think tank internazionale impegnato sui temi dell’economia, dello sviluppo e dell’innovazione, in collaborazione con Harmonic Innovation Group S.p.A. Società Benefit e con il gratuito patrocinio del Centro di Alta Formazione Laudato Si’. Un appuntamento in corso tra Simeri e Tiriolo, nel Catanzarese, e che rappresenta la prima tappa di un percorso destinato a proseguire a San Francisco e Castel Gandolfo.
Al centro non c’è soltanto l’intelligenza artificiale, ma il modello di sviluppo che attraverso l’intelligenza artificiale si intende costruire. I protagonisti del forum (istituzioni, imprese, università, ricerca e mondo dell’innovazione) sono chiamati a interrogarsi sulle opportunità offerte dalla rivoluzione tecnologica, ma anche sui rischi di una trasformazione non governata, capace di ampliare disuguaglianze e fratture sociali.
La sfida di Entopan: costruire un futuro armonico
Per Francesco Cicione, presidente di Entopan, la sfida è andare oltre la semplice narrazione del rapporto tra etica e tecnologia. Il punto, spiega, è costruire una piattaforma stabile, una comunità capace di lavorare concretamente alla definizione di un futuro «armonico, buono, sapiente».
L'obiettivo è fare in modo che l'intelligenza artificiale sia “etica by design”, mettendo la persona al centro e impedendo che l'accelerazione tecnologica finisca per produrre nuove disuguaglianze. Una questione che, nella visione di Cicione, non può essere affrontata soltanto sul piano tecnico. «Abbiamo scoperto che l'intelligenza artificiale, per quanto possa essere programmata, prende delle vie autonome», osserva Cicione, indicando una riflessione che arriva a toccare il piano antropologico e ontologico: prima ancora di decidere quali tecnologie utilizzare, occorre interrogarsi su quale idea di uomo si intenda custodire e coltivare nel futuro.
È da questa prospettiva che anche le questioni geopolitiche, geoeconomiche e geotecnologiche diventano, secondo il presidente di Entopan, conseguenza delle scelte compiute a un livello più profondo: quello dei valori e della concezione della persona.
La Calabria da periferia a laboratorio del futuro
Ed è proprio qui che il progetto assume una dimensione che va oltre i confini del forum. Per Cicione, la Calabria può trasformare la propria posizione storicamente periferica in una nuova centralità. L'hub che apre le proprie porte alla comunità internazionale viene immaginato come «un luogo di futuro», radicato in un territorio che affonda le proprie origini nella Magna Grecia e nel quale, sottolinea Cicione, si è stratificata una lunga tradizione di pensiero umanistico, classico, ellenico e rinascimentale. Una radice culturale che può diventare una risorsa proprio nel momento in cui il mondo discute di umanesimo digitale. La sfida, dunque, è cambiare prospettiva: non considerare la Calabria soltanto come una terra che deve recuperare ritardi, ma come un territorio capace di mettere a disposizione energie, cultura, visione e competenze per contribuire alla costruzione del futuro.
«Non c'è vera innovazione senza vera cultura», sottolinea Cicione. Perché un'innovazione priva di cultura rischia di diventare sterile e senza anima. Da qui l'idea di tenere insieme spirito, pensiero e azione, trasformando la riflessione culturale e morale in concrete opportunità di sviluppo. L'ambizione è dichiarata: fare dell'hub di Tiriolo una casa aperta, un luogo nel quale costruire una parte del futuro non soltanto della Calabria, ma del Mezzogiorno, del Mediterraneo e del mondo.
Maduli: «L'intelligenza artificiale non è il futuro, è già il presente»
La trasformazione è già in corso e investe ogni settore. A partire dall'informazione. È il punto di osservazione di Domenico Maduli, presidente del network LaC e del gruppo editoriale Diemmecom, intervenuto al forum per affrontare il rapporto tra intelligenza artificiale e mondo dell'informazione. Maduli parte da una considerazione precisa: non si sta parlando del futuro, ma del presente. L'intelligenza artificiale sta già modificando il modo in cui le persone cercano e ricevono le notizie e sta trasformando profondamente il settore editoriale. Per un'impresa dell'informazione, questa trasformazione rappresenta contemporaneamente una grande opportunità e una grande responsabilità. La questione, secondo il presidente del più importante gruppo editoriale calabrese, non può però essere affidata esclusivamente alla tecnologia. A determinare gli effetti dell'intelligenza artificiale saranno le scelte degli uomini e la qualità del lavoro che verrà costruito attorno a essa. E in questo processo, aggiunge, pubblico e privato hanno responsabilità differenti ma complementari: al pubblico spetta il compito di definire le regole, mentre al privato spetta contribuire concretamente alla costruzione del cambiamento.
L'intelligenza artificiale, nella visione espressa da Maduli, non deve diventare uno strumento per ridurre il valore del lavoro umano. Al contrario, deve contribuire a valorizzarne le capacità e a rendere l'uomo protagonista dei progressi tecnologici. «L’intelligenza artificiale comprometterà in maniera negativa o positiva le sorti del nostro pianeta e della nostra gente? Credo che non sarà essa a determinarlo, ma solamente il nostro lavoro, il lavoro dell’uomo – sottolinea Maduli – . Noi oggi siamo chiamati, più di quanto mai fatto prima, a essere come operai in queste grandi vigne: alimentare un’informazione sana, seria, consapevole, responsabile, ma soprattutto autentica. L’intelligenza artificiale non dovrà servire a umiliare le qualità dell’uomo, ma a renderlo orgoglioso dei progressi fatti e delle straordinarie capacità che l’uomo stesso ha nello sviluppo e nella salvaguardia di questo pianeta».
Butti: «La Calabria non è ai margini»
A dare alla riflessione una dimensione istituzionale è l'intervento di Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'innovazione. Il punto di partenza è la responsabilità con cui istituzioni e imprese devono affrontare l'intelligenza artificiale. Per Butti, chi prende decisioni, dai manager ai dirigenti fino alla politica, deve conoscere i meccanismi attraverso i quali si sviluppa l'AI. I sistemi devono essere «leggibili e trasparenti», mentre particolare attenzione deve essere riservata alla qualità dei dati utilizzati: dati di scarsa qualità producono inevitabilmente risultati scadenti. Formazione, consapevolezza e responsabilità diventano quindi elementi centrali. Sul piano delle politiche pubbliche, Butti richiama l'investimento di un miliardo di euro destinato alle startup innovative e la necessità di mettere in relazione centri di ricerca, università, imprese, amministrazioni e politica per costruire una vera politica industriale sull'intelligenza artificiale. Una prospettiva che guarda anche all'incontro tra intelligenza artificiale e tecnologia quantistica, con possibili applicazioni nei settori della scienza, della medicina e della farmaceutica. «La tecnologia è diventata un provider di speranza», afferma il sottosegretario, indicando nella capacità di governare positivamente il cambiamento una delle grandi sfide del presente.
Ma è soprattutto sulla Calabria che arriva una presa di posizione significativa. Alla domanda sul ruolo di una regione spesso considerata ai margini dei grandi processi di trasformazione, Butti risponde in maniera netta: «Non è ai margini». Il sottosegretario descrive un ecosistema che sta mettendo in relazione ricerca, accademia e impresa. Un processo al quale, aggiunge, stanno contribuendo anche la Regione, la Giunta e il Consiglio regionale, mentre il Governo intende mettere a disposizione condizioni, opportunità, strumenti normativi e risorse per chi vuole crescere.
Dalla Calabria una nuova idea di sviluppo
È in questo incrocio tra tecnologia e cultura, impresa e ricerca, istituzioni e territorio che il forum “Words of Hope” assume il significato di un progetto più ampio di un semplice appuntamento sull'innovazione. La Calabria diventa il punto di partenza di una discussione che riguarda tutti: quale futuro vogliamo costruire nell'epoca dell'intelligenza artificiale? E soprattutto, quale ruolo deve continuare ad avere l'uomo in una trasformazione destinata a modificare il lavoro, l'informazione, la produzione, la ricerca e il modo stesso con cui le persone entrano in relazione con la conoscenza?
La risposta che arriva da Simeri e Tiriolo non è affidata alla tecnologia in quanto tale, ma alla capacità degli uomini di governarla. Il futuro non viene presentato come qualcosa che semplicemente accadrà, ma come una costruzione collettiva che richiede responsabilità, cultura, regole, ricerca e visione. Ed è proprio questo il messaggio più forte che parte dalla Calabria: il futuro non deve necessariamente essere importato. Può essere pensato, discusso e costruito anche qui. Da una terra che porta nelle proprie radici una parte fondamentale della storia del pensiero occidentale può partire oggi una nuova riflessione sull'umanesimo digitale. Una riflessione che, attraverso Entopan e il percorso di Harmonic Innovation, ambisce a collegare la dimensione locale con quella internazionale.
Perché la vera sfida non è soltanto essere presenti nella rivoluzione tecnologica. È riuscire a darle una direzione. E fare in modo che, dentro la più grande trasformazione tecnologica del nostro tempo, la persona continui a essere il centro.


















