Al Centro Sociale emerge la contestazione sulla chiusura integrale dell’area durante il cantiere e torna il nodo del tavolo condiviso promesso con il Comune nel 2024
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«Venerdì 13 marzo, si è svolta al Centro Sociale “Angelina Cartella” di Gallico Marina una partecipata assemblea sul progetto di riqualificazione del verde urbano del Parco, ormai giunto alla fase di inizio dei lavori. Tra le criticità emerse, vi è la mancata istituzione di un vero e proprio tavolo di coprogettazione, concordato con l’Amministrazione comunale nel 2024, il cui obiettivo era coniugare i fondi REACT EU del progetto con le esigenze reali del territorio.
Bisogni ben conosciuti da chi, come il Centro Sociale, da 24 anni cura e fa vivere il Parco, abbandonato dal Comune subito dopo la sua inaugurazione. Durante l’assemblea, grazie anche agli interventi di associazioni e singoli cittadini, è emersa l’esistenza di un vero e proprio pattern negativo che si abbatte sugli spazi soggetti a cantiere in città, in cui si ripetono: stop improvvisi, prolungamento dei lavori ed incertezze sul futuro degli spazi; esigenze del territorio inascoltate; impegni presi pubblicamente, ma mai totalmente praticati in fase esecutiva.
Oggi tutto ciò potrebbe riguardare il Parco Cartella: l’Amministrazione e la Ditta esecutrice hanno deciso di chiudere totalmente il Parco, durante l’intero svolgimento dei lavori.
Il Parco è uno spazio verde vivo e vivace. Ogni giorno, è attraversato da famiglie, con bambini e cani a spasso, da lavoratorx in pausa pranzo e tante persone che godono dell’unico spazio verde libero in città. Ogni giorno è animato dalle innumerevoli iniziative a sfondo culturale, sociale, politico, artistico e musicale del Centro Sociale, che non intendiamo interrompere. Chiudere il Parco durante il cantiere precluderebbe a tutti l’accesso libero e aperto.
La cantierizzazione a lotti, da noi ripetutamente richiesta e concordata in fase di progetto definitivo, permetterebbe il regolare svolgimento delle attività del Centro e la fruizione libera del Parco da parte di tuttx. Inoltre, rappresenterebbe una garanzia che il Parco continui a vivere ed essere vissuto anche in caso di interruzione o prolungamento dei lavori.
Perché è stata depennata dal progetto esecutivo? Esiste ancora una volontà reale di collaborazione, capace di superare le solite pratiche di sovradeterminazione dei bisogni sociali, che abbia il fine di rendere il Parco il più possibile fruibile dalla Comunità?
Il nostro interesse è che i lavori si concludano nel più breve tempo possibile, ma soprattutto nel migliore dei modi. Una chiusura totale e a tempo potenzialmente indefinito del Parco sottolineerebbe una volontà pregiudiziale e irragionevole, che sottende altre motivazioni che non quelle meramente tecniche dell’esecuzione dei lavori e obbligherebbe il Centro sociale e tutte le associazioni che gli sono vicine a prenderne atto».

