Nel giorno della commemorazione della strage di Capaci, i magistrati del distretto hanno incontrato gli studenti di quattro istituti per un confronto sulla legalità, sulla giustizia e sulla responsabilità collettiva nel contrasto alla criminalità organizzata
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La memoria della strage di Capaci è entrata nelle aule scolastiche attraverso il dialogo diretto con gli studenti. In occasione del 23 maggio, la Giunta esecutiva sezionale dell’ANM di Reggio Calabria ha promosso un’iniziativa dedicata al confronto sulla memoria e sulla legalità, coinvolgendo il Liceo Classico «Tommaso Campanella», il Liceo Scientifico «Alessandro Volta», il Convitto Nazionale di Stato «Tommaso Campanella» di Reggio Calabria e il Liceo Scientifico «Pietro Mazzone» di Roccella Ionica.
L’iniziativa, realizzata nell’ambito del progetto «Raccontami», è stata organizzata insieme alla dirigenza degli istituti coinvolti: l’avvocata Lucia Zavettieri, la professoressa Maria Rosa Monterosso, la dottoressa Francesca Arena e la dottoressa Rosita Fiorenza.
I magistrati del distretto hanno incontrato gli studenti nelle classi, con il supporto degli insegnanti, dando vita a un confronto aperto e partecipato. Non una semplice commemorazione, ma un dialogo costruito su domande, riflessioni e scambio diretto, nel quale la memoria è diventata occasione per interrogarsi sul presente.
Al centro degli incontri il ricordo di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, uccisi nella strage di Capaci insieme agli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un passaggio necessario per ripercorrere non solo il valore umano e civile del loro sacrificio, ma anche la portata dell’azione giudiziaria di Falcone: dal maxiprocesso a Cosa nostra al coordinamento delle indagini antimafia, fino alla disciplina dei collaboratori di giustizia. Strumenti che hanno inciso profondamente anche nel contrasto alla ’ndrangheta.
Il confronto con gli studenti si è poi allargato ai temi della legalità, della tutela dei diritti e del rapporto tra giustizia e società. Una riflessione che ha chiamato in causa la responsabilità diffusa e collettiva nel contrasto al fenomeno mafioso, ma anche la possibilità, per ciascuno, di contribuire alla promozione di una cultura fondata sul rispetto delle regole e sulla consapevolezza dei propri diritti e doveri.
La dirigenza scolastica ha espresso un sentito ringraziamento all’ANM per l’opportunità offerta agli studenti di confrontarsi in modo diretto e costruttivo su temi di profondo significato civile e culturale.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla Giunta esecutiva sezionale dell’ANM di Reggio Calabria, che ha sottolineato la partecipazione attenta dei ragazzi e la qualità delle domande, sempre pertinenti e consapevoli.
Nella risposta positiva degli studenti, l’ANM ha colto un segnale di fiducia: la scuola continua a essere luogo di formazione civile, capace di accompagnare i giovani nella costruzione di una coscienza critica e di una responsabilità attiva nella vita della società.

