Rosalba Marotta fa il punto sull’intervento di riqualificazione dell’area da parte dell’amministrazione comunale che non tiene più conto di quanto concordato e poi previsto nel progetto definitivo, ossia la chiusura non totale del parco e un intervento a fasi. Altro nodo è quello del verde e delle attività necessarie per preservarlo
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Torna a mobilitarsi il centro sociale autogestito Angelina Cartella, che da quasi 25 anni a Gallico, nella periferia sud di Reggio Calabria, ha in cura un’ampia area compresa anche di verde che ricade in una vasta zona oggetto di un intervento di riqualificazione messo in atto dall’amministrazione comunale. Torna a mobilitarsi perché «il progetto esecutivo – ha ricordato Rosalba Marotta del centro sociale Cartella – è stato approvato ignorando la fase partecipativa e gli impegni pubblicamente concordati, a partire da una cantierizzazione per lotti funzionali, rispettosa di una necessaria fruibilità del Parco, che è anche area di attesa nel Piano di Protezione civile comunale. Una cantierizzazione che era stata condivisa e contemplata in occasione dell’approvazione del progetto definitivo.
La chiusura per lotti era stato frutto del tavolo di progettazione partecipata e rispondeva all’esigenza di non chiudere in blocco il parco, compromettendone completamente la fruibilità per le ragioni di sicurezza sopra citate, atteso che il solo parcheggio che si vorrebbe lasciare fuori non sarebbe sufficiente, e anche la programmazione di attività anche di respiro internazionale che il centro Cartella promuove sul territorio.
Non capiamo, dunque, perché, una volta condivisa e definita in sede di progetto definitivo, la cantierizzazione per lotti non sia stata compresa poi nel progetto esecutivo. L’assessore Burrone ci ha già comunicato di avere parlato con il rup del progetto, il dottore Cotroneo, e con i responsabili della ditta, impegnandosi a trovare una soluzione per poter nuovamente concordare una chiusura per porzioni del parco».
La settimana scorsa un’assemblea autoconvocata con le cittadine e i cittadini e le associazioni firmatarie, a margine della conferenza stampa convocata a Casa Eutopia per ribadire le istanze e mettere in luce il pregresso.
«Il cantiere "a lotti e fasi funzionali, a spazio aperto" era già stato giudicato assai utile in occasione di una recente riunione tra i responsabili politici e tecnici comunali e i rappresentanti degli abitanti e frequentatori del parco Cartella, proprio per la necessità di perfezionare in corso d'opera la definizione di diversi microambiti, di cui per altro non troviamo adeguati dettagli nel progetto esecutivo, e garantire così la salvaguardia del vasto patrimonio vegetale e arboreo del parco dagli impatti dei lavori di cantiere», prosegue ancora Rosalba Marotta del centro Cartella ponendo in evidenza anche questo altro nodo.
«Le criticità che fin da subito avevamo posto riguardano, infatti, anche l'area arborea e i micro ambiti ecologici del parco. Come verranno effettivamente trattati. C’è il tema dell'irrigazione, delle nuove delle piante nuove e di quelle malate, della potatura e dei tempi giusti per eseguirla vista la naturale presenza dei nidi. Noi avevamo già chiesto che tutto questo fosse tenuto in conto, per salvaguardare il più possibile uno spazio che in tutti questi anni abbiamo conosciuto, curato e valorizzato. Il nostro vuole essere ancora una volta un contributo costruttivo che potrebbe, come già era parso al momento del tavolo partecipativo, fungere da buona prassi anche per altri progetti. Un modus operandi da replicare per conciliare le esigenza della comunità, della ditta che esegue i lavori e dell’amministrazione. Dunque, la questione non riguarda unicamente il Parco Cartella ma, più in generale, il rapporto tra istituzioni e territorio. Proprio per sottolineare la necessità dell’ineludibile passaggio democratico della coprogettazione come difesa e garanzia delle necessità della comunità», conclude Rosalba Marotta del centro sociale autogestito Angelina Cartella di Gallico, a Reggio Calabria.

