Mentre il Libano vive nuove ore di tensione e dolore, a Reggio Calabria il gioco dei bambini prova a raccontare un’altra possibilità: quella dell’incontro, della pace, della condivisione. Da venerdì scorso, i ragazzi dello Shatila Community Sport Center di Beirut sono in città per partecipare al progetto internazionale «A Goal for Peace», promosso dal Csi Reggio Calabria.

Un pallone, in questi giorni, è diventato molto più di uno strumento di gioco. È stato il simbolo di un legame possibile tra territori lontani, comunità diverse e storie segnate da ferite profonde. Il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa è semplice e potente: «Peace is child’s play», la pace è un gioco da ragazzi.

Le attività si sono aperte venerdì pomeriggio a Piazza Italia, nel cuore della città, alla presenza delle autorità cittadine, tra cui il sindaco Francesco Cannizzaro e l’arcivescovo Fortunato Morrone. Decine di palloni sono stati lanciati in aria come simbolo di speranza e di rifiuto della logica dei conflitti.

Sabato il progetto si è spostato ad Arghillà Nord, al campetto polivalente del quartiere Modenelle, con l’evento «A Game of Colors». Prima del triangolare tra Polisportiva Arghillà a Colori, Asd Sacri Cuori Catona e Shatila di Beirut, il professore Carmelo Rosace e la dottoressa Laura Cirella hanno guidato un momento di riflessione dedicato alla pace e alla memoria delle sofferenze del popolo palestinese. I bambini hanno scritto e disegnato i loro pensieri, poi custoditi in uno zaino destinato a diventare una mostra itinerante.

Arghillà si è così confermata luogo simbolico di rigenerazione, accoglienza e inclusione, attraverso uno sport capace di uscire dai campi tradizionali e abitare cortili, piazze e quartieri.

Domenica 14 giugno, invece, il Lungomare di Reggio Calabria è diventato un palcoscenico a cielo aperto nell’ambito del festival «Giustizia e Pace si baceranno», promosso dall’Azione Cattolica diocesana. I ragazzi di Beirut hanno dato vita a una partita di strada spontanea, alla quale si sono uniti passanti, famiglie e cittadini.

L’iniziativa rientra nel percorso portato avanti dal Csi Reggio Calabria, che da anni lavora sull’educativa sportiva di strada e sullo sport come strumento di pace, integrazione e crescita sociale. Un impegno che, in questi giorni, ha assunto un significato ancora più forte: mentre la guerra continua a segnare il presente di tanti bambini, a Reggio Calabria un pallone ha provato a cancellare le barriere.