Gli studenti dell’istituto reggino coinvolti nella validazione della scala FoPED-A, sviluppata nell’ambito del progetto DisPARI promosso dall’Università di Milano e ActionAid. Lo studio analizza anche le conseguenze emotive e sociali delle difficoltà economiche legate al cibo
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Passare dalla semplice nozione di «sicurezza alimentare» a quella di benessere alimentare, mettendo al centro gli adolescenti: è questo il cuore del progetto nazionale DisPARI (Disentangling inequality and food Poverty amongst Adolescents), portato avanti dal Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano e da ActionAid Italia, con il supporto di Percorsi di Secondo Welfare e il sostegno di Fondazione Cariplo.
I risultati finali della ricerca – presentati prima a Milano e ora raccolti nel volume Povertà e benessere alimentare in adolescenza. Analisi, strumenti e interventi per il diritto al cibo (Editoriale Scientifica, 2026), a cura di Ilaria Madama, Franca Maino, Roberto Sensi, Elisa Bordin, Carlo Cafiero, Stefano Cantalini e Monica Palladino – vedono tra i protagonisti principali anche il Liceo Statale «T. Gullì» di Reggio Calabria, scelto per validare lo strumento scientifico d’indagine a livello nazionale.
Dalle voci dei ragazzi alla misurazione del fenomeno: le tappe del progetto
Il percorso di ricerca, in realtà, ha preso il via già nel 2022 con il lavoro di Monica Palladino e Roberto Sensi in ActionAid Italia e aveva l'obiettivo di analizzare la complessa relazione che gli adolescenti hanno con la povertà alimentare. In quella prima fase sono stati intervistati giovani di età compresa tra gli 11 e i 16 anni nelle città di Milano e Siena, facendo emergere la presenza di vissuti, percezioni e segnali di malessere legati al cibo e alla disponibilità economica.
Nel 2024 la ricerca si è ampliata, con la partnership del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell'Università degli Studi di Milano, coinvolgendo i contesti urbani di Roma e Napoli. A partire dagli spunti e dalle testimonianze raccolte durante le interviste qualitative condotte da Monica Palladino, i ricercatori hanno elaborato le domande per un questionario (sviluppato tramite piattaforma Google Form) pensato per misurare il fenomeno su più vasta scala, utilizzando i metodi più moderni di ricerca quantitativa nel campo delle scienze sociali.
Oltre il cibo: il peso dello stigma e delle rinunce sociali
Come evidenziano i curatori e autori dello studio, per un ragazzo di quindici anni oggi in Italia la povertà alimentare raramente coincide con la fame assoluta in senso letterale. Essa si manifesta piuttosto come una limitazione della libertà di scelta su come, quanto, cosa e con chi mangiare, portando anche a vere e proprie situazioni di esclusione sociale: doversi inventare una scusa per non uscire a mangiare una pizza con i coetanei, ordinare sempre l'opzione più economica o provar ansia nel vedere i propri genitori ridurre i pasti sono esperienze che – sostengono gli autori dello studio – generano stress, senso di colpa e isolamento.
Il contributo del Liceo «T. Gullì» e la nascita del FoPED-A
Per misurare la gravità della condizione tenendo anche conto di queste dimensioni emotive e relazionali, i ricercatori hanno ideato la scala FoPED-A (Food Poverty-related Emotional Distress for Adolescents), una scala basata su modelli probabilistici di misura quantitativa, adatta alla quantificazione degli aspetti non materiali che condizionano la vita e il benessere umano. Per la complessa fase di testing e validazione delle domande (somministrate tramite Google Form a un campione complessivo di oltre mille studenti) al di fuori del contesto milanese, è stato individuato proprio il Liceo Scienze Umane e Linguistico «T. Gullì» di Reggio Calabria, oggi guidato dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Eva R. M. Nicolò.
Nell’aprile 2025 gli studenti delle quarte classi del plesso Marconi, nel corso del seminario «Cibo e diritti. Le conseguenze della povertà alimentare negli adolescenti in Italia», hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con due dei principali autori della ricerca: Monica Palladino (ricercatrice di ActionAid) e Carlo Cafiero (economista e statistico senior della FAO). Successivamente, grazie al supporto dei docenti Luigi Di Dio e Teresa Tramontana, gli stessi studenti hanno compilato il questionario (attraverso Google Form) fornendo un contributo determinante allo studio, consentendo di estendere l'analisi a un contesto rappresentativo del Mezzogiorno d'Italia.
Dalla risposta emergenziale alle nuove politiche del benessere
Il volume scaturito dal progetto DisPARI sottolinea come la risposta alla povertà alimentare non possa più limitarsi alla sola distribuzione di pacchi cibo o alla logica dell'emergenza. La sfida futura è garantire standard di dignità, combattere lo stigma e sviluppare politiche integrate che tutelino il cibo come un vero e proprio diritto umano e di cittadinanza.

