Sabato 28 marzo è stata la più fredda giornata del 2026, con un forte vento che ha reso più suggestivo l’evento nella Sala principale dello storico Castello Aragonese, dove il Premio Nosside ha voluto rinsaldare la sua originale strategia con la presentazione dell’elegante Antologia della quarantesima edizione del 2025.

Un testo che è un mosaico di lingue e culture curato dal Presidente Fondatore Pasquale Amato con la collaborazione di Rosamaria Malafarina e Denise Caruso, rispettivamente Presidente e Segretaria della Giuria Internazionale, e la consulenza grafica di Valentina Romeo.

In tutti gli interventi di saluto sono stati riconosciuti i risultati straordinari di espansione globale del Premio e l‘alta qualità dell’Antologia che ne costituisce la pregevole testimonianza.

E' seguita poi la magistrale presentazione del Presidente Amato, lucida, coinvolgente e ricca di pathos.

L’evento si è chiuso in bellezza con la degustazione del magnifico “Dolce del Premio Nosside” spiegato dal suo creatore, il maestro reggino Angelo Musolino leader dei pasticceri italiani CONPAIT.

Rosita Loreley Borruto, Presidente del CIS Calabria, ha aperto l’evento soffermandosi sulla personalità poliedrica di Pasquale Amato, storico capace di una visione globale del mondo che ha trasferito nel Progetto Nosside imprimendogli una dimensione universale.

Lucia Anita Nucera, Assessore alle Minoranze Linguistiche del Comune di Reggio, si è soffermata sull’impegno a favore delle lingue minoritarie del mondo che ha sempre caratterizzato il progetto Nosside, dando atto al prof. Amato di coerente determinazione nel cammino di 40 edizioni.

Daniela Neri, Dirigente Comunale, ha espresso i più vivi complimenti per l’espansione mondiale del Premio, per la pregevole Antologia e per la scelta del Castello Aragonese come sede dell’Evento.

Ha chiuso i Saluti Vincenzo Vitale, Presidente della Fondazione Mediterranea, di cui l’Editrice Sperimentale Reggina è una branca operativa. Ha inteso sottolineare di aver accolto con estremo piacere la richiesta di pubblicare l’Antologia del Nosside 40 in quanto partner del Premio come Fondazione e per la stima personale nei confronti del prof. Amato, definito uno dei pochi spiriti liberi e indipendenti della cultura reggina.

Nella sua relazione centrale Pasquale Amato, Presidente Fondatore e anima del Premio, ha sintetizzato in un appassionato e lucido intervento di 30 minuti a braccio ricco di pathos, interrotto sovente da applausi e accolto alla fine da un largo applauso, la crescita del Nosside in quaranta edizioni, evidenziando l'Antologia come punto di svolta proiettato verso il quinto decennio. Un'Antologia che ha costituito un notevole impegno di tempo in stretta collaborazione con Rosamaria Malafarina e Denise Caruso e con la consulenza grafica di Valentina Rome. Un team magnifico, che ha voluto ringraziare e fare applaudire.

L’albero del Nosside, idealmente rappresentato da uno dei monumentali ficus del Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, città del profondo Sud che ha donato il nome all’Italia, è la sede e il cuore pulsante del Premio. Nel corso degli anni, questo albero metaforico si è sviluppato e arricchito, estendendo i suoi rami in tutti i continenti e accogliendo nuove voci poetiche.

Entrando nel merito ha delineato il percorso del Nosside:

UN PONTE TRA LINGUE E CULTURE

Da Reggio Calabria al mondo, il Premio Nosside ha dato voce a poeti di 110 Stati, abbracciando ben 170 lingue e idiomi, nativi, minoritari o locali. La missione è stata quella di valorizzare la diversità linguistica e culturale, mantenendo salda l’identità originaria della strategia culturale del progetto.

I TRE PILASTRI IDENTITARI DEL NOSSIDE

1. PLURILINGUISMO: il Premio accoglie tutte le lingue e idiomi del mondo, con una particolare attenzione alle lingue native, minoritarie, alle culture emarginate e ai popoli più isolati e dimenticati.

2. MULTIMEDIALITÀ: la poesia viene celebrata in ogni forma di comunicazione: scritta, in video o in musica (Canzone d’autore).

3. SPAZIO AI GIOVANI: con il Premio Speciale Nosside-Kouros di Reghion, dedicato ai concorrenti dai 15 ai 25 anni e rappresentato dalla preziosa statua in marmo del Dio Apollo giovane custodita nel Museo Archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria.

L’ALBERO DEL NOSSIDE TRA ESPANSIONE E INNOVAZIONE

Il monumentale ficus magnoiloide di origine australiana, piantato in 28 esemplari sul Lungomare di Reggio nel 1915 dopo il terremoto del 1908, simboleggia metaforicamente il Premio.

Questo albero non si è mai fermato: ha generato i Premi Speciali Monotematici, nuovi rami che hanno ampliato l'espansione nel mondo e tutti legati alla storia e alle eccellenze del territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ma aperti alla vocazione internazionale:

• Nosside-Bergamotto di Reggio Calabria, dedicato agli innumerevoli usi dell'agrume reggino, principe mondiale degli agrumi

• Nosside-Aspromonte, dedicato a qualsiasi montagna del mondo

• Nosside-Stretto di Scilla e Cariddi, dedicato a Stretti, Canali e Istmi del mondo

• Nosside-Mediterraneo, dedicato al Mare di cui Reggio è il centro esatto e a tutti i mari del mondo

• Nosside-Europa, dedicato al mito del nome della bellissima figlia del re fenicio Agenore, rapita da Zeus e portata a Creta dove generò tre figli tra cui il primogenito Re Minosse e alla plurimillenaria storia di identità e diversità del sub-continente sino ad oggi

• Nosside-Teàgene di Reghion: il sesto ramo, dedicato al primo critico letterario del mondo, nato e vissuto nell’antica città di Reggio nel VI sec. a.C. è la prima apertura alla prosa, sempre connessa alla poesia, permettendo la partecipazione con un articolo dedicato a un poeta vissuto in qualsiasi epoca e luogo del pianeta.

LA GLOBALIZZAZIONE ALTERNATIVA

Il Progetto Nosside non si pone confini e aspira a crescere ancora nel suo quinto decennio, a partire dalla 41ª edizione del 2026. L’obiettivo è continuare il percorso, sviluppando i risultati straordinari raggiunti e di cui si va fieri.

Il messaggio del Prof. Amato traccia un’architettura culturale imponente: l’albero del Nosside, radicato nei ficus monumentali del Lungomare Falcomatà, si è trasformato in un ecosistema globale che abbraccia 110 Stati e 170 lingue. Le cinque lingue ponte ufficiali in cui deve essere tradotta l'opera - se scritta in un'altra lingua o dialetto - sono: Italiano - Inglese - Spagnolo - Francese - Portoghese. Questa struttura permette al Premio Nosside di essere un vero crocevia globale.

La forza del Nosside sta nella capacità di espandersi senza perdere la propria identità, strutturandosi sui tre pilastri e sulle specializzazioni monotematiche. Il progetto si conferma come una “globalizzazione alternativa” alla globalizzazione del pensiero unico e della lingua unica. Un'alternativa dove tecnologia e apertura al nuovo servono a proteggere ed esaltare, piuttosto che ad annientare, le diversità linguistiche e culturali del pianeta.