Focalizzandosi sulle discipline di studio in ambito Science, Technology, Engineering, Mathematics la percentuale di donne laureate è pari al 42,6%, +1.5 punti percentuali rispetto alla media nazionale
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Il Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026 è un’indagine annuale che analizza differenze e tendenze di genere nei percorsi universitari e negli esiti occupazionali delle laureate e dei laureati, offrendo un quadro aggiornato sulle scelte formative, performance negli studi e inserimento nel mercato del lavoro dei laureati e delle laureate degli atenei italiani.
Particolare attenzione è dedicata all’origine sociale e al contesto familiare, ai meccanismi di trasmissione intergenerazionale dei titoli di studio e delle professioni, ed alla distribuzione di genere nei diversi ambiti disciplinari, con un focus specifico sulle aree Stem.
I dati emersi dal rapporto di genere AlmaLaurea 2026 sul profilo dei laureati e delle laureate dell’università Mediterranea di Reggio Calabria delineano un Ateneo in cui le donne rappresentano la componente maggioritaria pari al 60,4% del totale di tutti i laureati Unirc (corsi di primo livello, magistrali biennali e a ciclo unico), un dato allineato a quello nazionale. Focalizzandosi sulle discipline di studio in ambito Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics) tra i laureati dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria la componente femminile è il 42,6%, +1.5 punti percentuali rispetto alla media nazionale.
Un aspetto rilevante riguarda il ruolo delle Università come ascensore sociale per permettere a studenti/esse che provengono da contesti svantaggiati di migliorare la propria condizione economica e lavorativa rispetto alla famiglia di origine. I dati mostrano che una quota significativa di laureate (77.8%) e laureati (60.8%) UNIRC proviene da contesti familiari in cui i genitori non hanno un titolo di laurea. Il confronto con i dati nazionali evidenzia che alla Mediterranea la componente femminile proviene in misura ancora maggiore da contesti familiari meno istruiti rispetto alla media nazionale (77,8% contro 70,3%, pari a +7,5 punti percentuali). Inoltre, il differenziale di genere risulta più marcato rispetto al quadro nazionale: 17,0 punti percentuali a favore delle donne alla Mediterranea, contro 6,3 punti a livello nazionale.
In termini di regolarità negli studi, la quota di laureate in corso alla Mediterranea è pari al 63%, contro il 50% degli uomini, con un differenziale di 13 punti percentuali a favore della componente femminile. Il vantaggio femminile nella regolarità degli studi osservato alla Mediterranea risulta maggiore rispetto al quadro nazionale, per il quale il differenziale risulta pari a 5,5 punti percentuali (60,9% tra le donne e 55,4% tra gli uomini).
Sul fronte degli esiti occupazionali dei laureati e delle laureate UNIRC, a cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati UNIRC è pari al 78,3% tra le donne e al 91,9% tra gli uomini, a fronte di uno scenario nazionale dove il tasso di occupazione a cinque anni dal titolo è pari all’88,2% tra le donne e al 91,9% tra gli uomini.
Coerentemente con il quadro nazionale, i livelli occupazionali risultano più elevati per i laureati in ambito Stem della Mediterranea, per cui il tasso di occupazione, infatti, raggiunge il 91,1% tra le donne e il 96,6% tra gli uomini. I dati evidenziano come i laureati Stem della Mediterranea presentino livelli occupazionali sostanzialmente allineati e per la componente maschile leggermente superiori rispetto alla media nazionale.
“Il quadro emerso dal Rapporto di Genere 2026 di AlmaLaurea per l’Ateneo, afferma il Rettore dell’Università Mediterranea Giuseppe Zimbalatti, è senz’altro incoraggiante e ci spinge a continuare nel percorso intrapreso di promozione delle pari opportunità nella prospettiva di genere, nei diversi ambiti della vita accademica: la formazione, l’accesso al mondo del lavoro, la ricerca, la didattica e la comunicazione. Il Piano di Azioni Positive (Pap) e il Gender Equality Plan (Gep), strumenti fondamentali di programmazione adottati dall’Ateneo, hanno guidato le nostre iniziative, individuando le linee di intervento, gli obiettivi da raggiungere e le azioni da intraprendere. Un dato significativo che emerge dal rapporto, conclude il Rettore, è che la Mediterranea svolge una funzione particolarmente rilevante di promozione della mobilità educativa femminile, contribuendo in misura significativa all’innalzamento del livello di istruzione all’interno delle famiglie e tra le generazioni -“mobilità sociale ascendente.”

