Accolta con favore la presenza del primo cittadino alla commemorazione, annunciando il programma delle iniziative dedicate ai Moti del 1970 tra omaggi istituzionali e momenti di approfondimento
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Sarà il neo sindaco di Reggio Calabria, on. Francesco Cannizzaro, a deporre l’omaggio floreale alla cerimonia ufficiale per il 56° anniversario della Rivolta, che si svolgerà domani 14 luglio alle ore 18,30 presso il Monumento ai Moti del ’70, sito sul Lungomare cittadino. Lo comunica il Coordinatore del Comitato 14 luglio. «Abbiamo accolto con soddisfazione – prosegue Giuseppe Agliano – la decisione da parte del primo cittadino con cui conferma la sua presenza in rappresentanza del governo della città. Un gesto istituzionale che sarà molto apprezzato dai reggini, che mancava dal 2012. Da quell’anno, il centrosinistra ha tentato strumentalmente di far cadere nell’oblio e di sminuire l’importanza storica di quegli eventi. Senza riuscirci, ovviamente».
Il Comitato 14 luglio, che raggruppa Associazioni, Movimenti e Partiti del centrodestra reggino, si adopera per tenere sempre vivo e attuale lo spirito dei «Moti del 1970» e tramandarne i valori di appartenenza, resilienza e dignità, con varie attività di carattere storico, politico, sociale e culturale.
«Siamo certi che Francesco Cannizzaro e la maggioranza di centrodestra, a differenza dei predecessori, sapranno degnamente ricordare una stagione che segnò profondamente il destino per i decenni a venire della città, sapranno esaltarne il senso di appartenenza e l’orgoglio di una terra con una storia millenaria e con una solida tradizione identitaria, che mai si arrese e mai si arrenderà».
Qualsiasi lettura si voglia dare alla Rivolta, non può venire meno la dimensione popolare della protesta. Infatti, in piazza, per le strade e tra le barricate ci furono uomini e donne, giovani ed anziani; studenti, operai ed impiegati; gente di diverso strato sociale che lottò compatta per rivendicare un diritto, per denunciare un sopruso. Una straordinaria esperienza mai più ripetuta in alcun Paese delle democrazie occidentali, l’esperienza di un Popolo che non si arrese, che non si rassegnò, ma che lottò per la giustizia sociale e per il proprio futuro.
«Si tratta di un periodo storico – sostiene il coordinatore del Comitato – che bisogna considerare come un valore per l’intera nostra comunità, da trasmettere alle generazioni future, come esempio di una dignitosa reazione da parte della città ad un grave torto subito. Una ribellione che rappresentò il più vasto moto popolare della storia repubblicana italiana, la prima Rivolta “identitaria” d'Europa».
Tutto ebbe inizio il 14 luglio 1970, in occasione del primo sciopero generale indetto per contestare la decisione del Governo che indicava Catanzaro quale capoluogo della Calabria, e durò, con varia intensità, fino al settembre 1971, con strascichi che arrivarono al 1973, ma le sue conseguenze si protrassero ancora per molto tempo.
Nelle battute iniziali si schierarono con i rivoltosi molti partiti ed esponenti politici, ad esclusione di quelli di sinistra, che da subito bollarono la sommossa come «fascista», per poi via via defilarsi anch’essi, richiamati dai loro rappresentanti nazionali, cosa che ribadisce lo stesso Ciccio Franco in una intervista: «La Rivolta di Reggio non fu missina. Fu però alimentata e guidata, a fronte della vigliaccheria altrui, dagli uomini del Movimento Sociale Italiano».
Al grido di dolore di una comunità intera la risposta dello Stato non fu all’altezza e si misurò solo sul piano repressivo e sulle vaghe promesse di posti di lavoro. La sintesi di quei mesi di rabbia, di scontri, arresti e pestaggi, di mutilati, feriti e 5 morti, si riassume in uno slogan: «Tutti contro Reggio? Beh, allora Reggio contro tutti!», che i reggini urlavano sulle barricate della Repubblica di Sbarre, del Granducato di Santa Caterina, del Principato di San Brunello, del Regno di Viale Quinto.
Lo Stato, per avere la meglio su dei cittadini indignati «armati» di pietre e fionde, dovette optare per la prima ed unica volta nell’Italia repubblicana per la soluzione militare, insistentemente richiesta dai partiti della sinistra. L’ingresso in città, il 18 febbraio 1971, dei mezzi blindati M113 del battaglione mobile dei Carabinieri e dei carri armati Sherman dell’Esercito, se da una parte fiaccò la resistenza e il morale dei rivoltosi, dall’altra compromise la fiducia dei cittadini nei confronti dell’autorità costituita per lungo tempo.
A parte la miriade di incontri, dibattiti, mostre e manifestazioni varie a tema Rivolta, svoltesi in questi 56 anni – conclude Giuseppe Agliano – molte iniziative tangibili sono state realizzate a perenne ricordo di quella pagina di storia: nel 2003 fu inaugurato il Monumento ai Moti, realizzato dall’artista Michele De Raco; nel 2004 fu realizzato nel rione pescatori il Parco dedicato ai Martiri della Rivolta; nel 2005 il Comune commissionò a Gazzetta del Sud il docufilm «Reggio Calabria 1970 – La Rivolta», curato dal compianto giornalista Domenico Calabrò e distribuito in migliaia di copie abbinato in omaggio al giornale; il 16 novembre 2005, in occasione del 24° anniversario dalla scomparsa del sen. Ciccio Franco, fu scoperta sul Lungomare una stele in bronzo e pietra a lui dedicata, realizzata dall’artista Rosario La Seta; nel 2006, con una deliberazione del Consiglio comunale, anche la centralissima Arena, stupendo balcone sullo Stretto, fu dedicata al leader dei «Boia chi Molla»; nel 2008 il Comune deliberò un finanziamento al film «Liberarsi – Figli di una rivoluzione minore» di Salvatore Romano, con la partecipazione del compianto artista reggino Giacomo Battaglia, unico lungometraggio ambientato nel periodo della Rivolta; nel 2010, per il 40° anniversario, il Comitato civico costituito dal Comune organizzò un calendario di eventi che, distribuiti nell’arco di un anno, celebrò quelle giornate con cerimonie ufficiali, convegni, dibattiti e tavole rotonde cui parteciparono giornalisti, storici, politici e protagonisti provenienti da ogni parte d’Italia.
- Ore 18,30: cerimonia ufficiale con la deposizione di un omaggio floreale da parte dell’Amministrazione comunale in ricordo delle vittime presso il Monumento ai Moti del ’70.
- Ore 18,45: omaggio floreale alla stele del sen. Ciccio Franco, a cura del Comitato 14 luglio.
- Ore 19,00: incontro-dibattito «La memoria condivisa, pilastro del futuro», a cura del Centro Studi Tradizione Partecipazione, presso il Lido Pepys.

