Sabato 7 febbraio alle ore 18, presso la Casa del Popolo “Ruggero Condò” di Reggio Calabria. Recentemente l’attivista ha documentato settimanalmente le violenze contro i civili nell’area a sud di Hebron, in particolare a Masafer Yatta
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Il Coordinamento Pro Palestina Reggino organizza un incontro pubblico con Guy, attivista israeliano membro dell’associazione Ta’ayush, impegnata da oltre vent'anni nella difesa delle comunità palestinesi nei Territori Occupati. Appuntamento sabato 7 febbraio alle ore 18:00, presso la Casa del Popolo “Ruggero Condò” di Reggio Calabria.
Dalla presunta “tregua” a Gaza del 20 ottobre scorso, il genocidio del popolo palestinese non si è mai fermato. Uccisioni, bombardamenti e distruzione continuano, con la complicità attiva e il silenzio colpevole di Stati Uniti, Italia e Paesi europei. La popolazione palestinese continua a morire sotto assedio, mentre ogni prospettiva di giustizia e autodeterminazione viene sistematicamente negata.
Il cosiddetto “Board of Peace” promosso dagli Stati Uniti rivela la vera natura di questo processo: non un percorso di pace, ma una nuova fase del progetto coloniale in Palestina. Il piano, affidato a élite politiche ed economiche internazionali – con Trump e Netanyahu protagonisti – esclude i palestinesi da ogni processo decisionale, e lucra sulla ricostruzione e sul controllo politico di Gaza.
Mentre Gaza viene ridisegnata come spazio coloniale, nella Palestina occupata la violenza continua quotidianamente, lontana dai riflettori. Da decenni le comunità palestinesi subiscono attacchi continui da parte dei coloni: aggressioni mortali, furti di bestiame, distruzione di uliveti e coltivazioni, demolizioni di abitazioni e infrastrutture essenziali scandiscono la vita quotidiana; le apparecchiature di chi tenta di documentare vengono distrutte, le ambulanze bloccate, le denunce ignorate.
In questo contesto si colloca l’incontro con Guy, attivista dell’associazione Ta’ayush. Ta’ayush (“vivere insieme” in arabo) è un’organizzazione di arabi ed ebrei fondata durante la Seconda Intifada, con l’obiettivo di porre fine all’occupazione israeliana e raggiungere la piena uguaglianza civile, la pace e la giustizia attraverso azioni concrete e quotidiane.
L’associazione protegge contadini e pastori dei Territori Occupati, aiutandoli a restare nelle loro terre e a resistere alla violenza dell’occupazione israeliana. Il lavoro sul campo si accompagna ad una costante attività di documentazione scritta e fotografica.
Recentemente, Ta’ayush ha documentato settimanalmente le violenze contro i civili nell’area a sud di Hebron, in particolare a Masafer Yatta, dove gli attacchi dei coloni, spesso sostenuti direttamente da polizia ed esercito, sono particolarmente intensi.
Oggi, di fronte ai nuovi piani coloniali su Gaza e alla violenza quotidiana in Cisgiordania, l’incontro con Guy assume dunque un valore politico e sociale fondamentale. La sua esperienza diretta e il lavoro quotidiano degli attivisti mostrano che genocidio, occupazione e colonialismo non sono eventi astratti, ma pratiche concrete che attraversano la vita quotidiana del popolo palestinese.
La testimonianza di Guy ci ricorda che la solidarietà concreta non è simbolica, ma un atto indispensabile per sostenere il popolo palestinese e tutti i popoli oppressi nella loro lotta per la liberazione e la giustizia.

