Un incontro intenso e partecipato nella parrocchia Santa Famiglia, tra riflessioni spirituali, testimonianze e aneddoti inediti sul Segretario di Stato vaticano. Don Sergio Mercanzin racconta il volto umano di uno degli uomini più autorevoli della Chiesa
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
La fede non è soltanto qualcosa da professare, ma una testimonianza da offrire ogni giorno, attraverso le parole, i gesti e le scelte della propria vita. È questo il messaggio che ha accompagnato la presentazione del libro «Siamo noi il Vangelo. Un pensiero al giorno», del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, svoltasi ieri, venerdì 6 novembre, nell'Auditorium parrocchiale «Mons. Rocco Iaria» della parrocchia Santa Famiglia di Palmi.
Un appuntamento che ha richiamato numerosi fedeli, autorità locali e cittadini, trasformandosi in un'occasione di riflessione sul significato più autentico dell'essere cristiani nella società contemporanea. Non soltanto la presentazione di un'opera, dunque, ma un incontro capace di avvicinare la dimensione spirituale alla quotidianità, ricordando come il Vangelo possa trovare espressione concreta nella vita di ciascuno.
L'iniziativa, inserita nella rassegna culturale e spirituale «Parole che diventano vita», ha visto protagonista don Sergio Mercanzin, fondatore e direttore del Centro Russia Ecumenica, che ha curato la prefazione del volume, pubblicato da AEPC, Associazione Editoriale Promozione Cattolica.
A introdurre e moderare l'incontro è stato don Giuseppe Sofrà, parroco della Santa Famiglia, che ha accolto i presenti sottolineando il valore di una proposta editoriale capace di accompagnare il lettore in un percorso di meditazione quotidiana. Un pensiero al giorno, come suggerisce il sottotitolo dell'opera, per ritrovare nella Parola di Dio un riferimento concreto anche nelle difficoltà e nelle contraddizioni del nostro tempo.
Particolarmente coinvolgente è stato l'intervento di don Mercanzin, che ha condotto il pubblico alla scoperta di un Pietro Parolin meno conosciuto, andando oltre il ruolo istituzionale e diplomatico che lo colloca ai vertici della Santa Sede. Attraverso ricordi personali e aneddoti, il sacerdote ha restituito il ritratto di un uomo dalla profonda spiritualità, capace di coniugare la delicatezza delle relazioni internazionali con la semplicità di una vocazione sacerdotale vissuta con discrezione e umanità.
Tra gli episodi raccontati, particolarmente significativo quello relativo ai 45 anni di sacerdozio del cardinale. Alla domanda su come potesse riassumere un traguardo tanto importante, Parolin avrebbe risposto con una semplicità disarmante: «È tutta grazia. Spero solo di non aver troppo deluso il Signore».
Poche parole che racchiudono una concezione del sacerdozio lontana da ogni forma di protagonismo, nella quale il servizio alla Chiesa si accompagna alla consapevolezza dei propri limiti e alla fiducia nella misericordia divina.
È proprio questa dimensione umana ad aver attraversato il racconto di don Mercanzin: dietro la figura del diplomatico di altissimo profilo emerge quella di un sacerdote che, pur impegnato nelle questioni più complesse della politica internazionale, non ha mai smesso di riconoscere nella preghiera, nell'ascolto e nell'incontro personale le fondamenta della propria missione.
Nel corso della presentazione è stato ricordato anche il profondo legame spirituale del porporato con alcune importanti figure dell'episcopato italiano, tra cui il cardinale Elia Dalla Costa, il cui esempio pastorale continua a rappresentare un riferimento nel suo cammino al servizio della Chiesa universale.
All'incontro è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Giuseppe Alberti, che ha espresso apprezzamento per un'iniziativa capace di offrire alla comunità uno spazio di approfondimento spirituale e culturale. Il presule ha richiamato il valore delle brevi meditazioni contenute nel volume, evidenziando come ogni cristiano sia chiamato a rendere riconoscibile il messaggio evangelico attraverso la propria esistenza.
Ed è proprio nel titolo del libro che si concentra il significato più profondo della serata. «Siamo noi il Vangelo» non è soltanto un'espressione suggestiva, ma una responsabilità che interpella ciascun credente. Significa comprendere che la fede non può rimanere confinata alle parole o ai momenti della celebrazione religiosa, ma deve tradursi in attenzione verso gli altri, disponibilità all'ascolto, solidarietà e capacità di riconoscere la dignità di ogni persona.
La presentazione ha così offerto alla comunità palmese l'opportunità di conoscere più da vicino il pensiero e la sensibilità spirituale del cardinale Parolin, attraverso una testimonianza che ha saputo intrecciare la grande storia della Chiesa con la semplicità delle esperienze personali.
Un incontro nel quale le parole scritte sono diventate occasione di dialogo e di riflessione, lasciando ai presenti un interrogativo che va ben oltre le pagine del libro: quanto del Vangelo che ascoltiamo ogni giorno riesce davvero a prendere forma nella nostra vita?

