sabato,Giugno 15 2024

Reggio, a Cannavò un’incompiuta diventa un luogo di riscatto e rigenerazione sociale

Due campi sportivi, un palco e un piazzale, ecco come un cantiere adottato dalla comunità genera aggregazione

Reggio, a Cannavò un’incompiuta diventa un luogo di riscatto e rigenerazione sociale

Trent’anni fa l’avvio dell’esproprio del terreno da parte del Comune di Reggio Calabria. Un decennio fa, un cantiere partito a fatica, dopo lungaggini burocratiche e con finanziamenti comunitari poi andati perduti, perché il cantiere ha subito uno stop dopo solo qualche anno di attività, lasciando un manufatto rustico in mezzo al nulla. Siamo nel quartiere di Cannavò, zona collinare di Reggio Calabria, dove la comunità ha riattivato quel cantiere, sottraendolo al degrado e trasformando l’incompiuta in un progetto di riscatto e rigenerazione sociale.

Campi di calcio, basket e pallavolo, un piazzale libero e un palco già rilasciano tutto intorno energia e vitalità mentre un campo di bocce, un’area verde, delle giostrine per i più piccoli e dei locali per spogliatoi, uffici, bar, e luoghi di incontro restano, ma solo per il momento, una visione. Ma visionario può permettersi di essere chi è disposto a lanciare il cuore al di là degli ostacoli come ha fatto l’operoso quartiere di Cannavò, invece di rassegnarsi all’ennesima incompiuta e di rinunciare al progetto di un centro civico, ha deciso di adottare un cantiere dismesso, di fatto riattivandolo grazie al contributo di tanti privati, associazioni e fondazioni che anche da lontano hanno risposto all’appello della comunità.

Riprendendo il vecchio progetto, finora spesi 160 mila euro per ripulire e costruire due campi sportivi, uno spazio libero per i bambini e un palco per iniziative, che diventerà presto un teatro che sarà intitolato alla memoria di Clara Travia Cassone, come segno di gratitudine alla fondazione che con il suo contributo ha reso possibile questi lavori.

Da area abbandonata con un manufatto rustico, questo luogo, nel 2019 dato in comodato d’uso gratuito per 15 anni dal Comune di Reggio Calabria alla chiesa di Cannavò-Riparo, sta diventando anno dopo anno uno spazio sempre più accogliente con una polisportiva sempre più attrezzata, in cui giovani si ritrovano grazie all’associazione di promozione sociale per Educare Ape Reggina che richiama la laboriosità di un quartiere che non si ferma davanti agli ostacoli ma si rimbocca le maniche, trova soluzioni per restituire dignità e decoro ai luoghi, e la bontà di ciò che ne deriva.

«C’è stato un grande cuore solidale. Speriamo di poter conseguire il risultato e completare i lavori per i quali dovremo raccogliere altri trecento – quattrocento mila euro. Potrà sembrare inopportuno parlare di somme del genere in un momento come questo, ma il nostro obiettivo è solo quello di consegnare alle generazioni giovani e future uno spazio finito e valorizzato, in cui potersi aggregare in sicurezza», ha spiegato don Nino Russo, presidente dell’aps Ape Reggina.

«Lo sport, veicolo di crescita e aggregazione, è al centro di questo progetto di sviluppo del quartiere. Specie in un momento così delicato, ci dedichiamo ai nostri ragazzi con i quali ci siamo anche intrattenuti con attività individuali», ha evidenziato Gianni Tripodi, allenatore di Basket.

Il progetto, infatti, attira come il miele tanti appassionati disposti a fare la loro parte. Tra loro anche chi sveste i panni del comandante dei carabinieri della stazione di quartiere per vestire con entusiasmo quelli di allenatore.

«Ho sposato il progetto per la sua forte dimensione valoriale. Come in tutti i quartieri, mettere a disposizione dei giovani e dello sport degli spazi adeguati corrisponde ad un’azione educativa fondamentale che insegna il rispetto delle regole e sottolinea l’importanza della cittadinanza attiva», ha sottolineato Rosario Triolo, comandante della stazione dei carabinieri di Cannavò.

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