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Reggina, l’editoriale: elogio al corto muso

Sei vittorie in stagione per gli amaranto, cinque con un solo gol di scarto. Aglietti sta plasmando i suoi sul concetto reso celebre da Allegri nel 2019?

Reggina, l’editoriale: elogio al corto muso

di Matteo Occhiuto – «Ti intendi di ippica? Nei cavalli basta mettere il musetto davanti, non di 100 metri. Foto, corto muso, chi perde di corto muso è secondo, chi vince così è primo».

[Massimiliano Allegri, 14 aprile 2019]

Ormai la frase sopra riportata è un cult. Forgiata da Massimiliano Allegri, nel commentare una Juventus che vinceva – si sarebbe poi cucita lo Scudetto sul petto – senza però entusiasmare. Da quel momento, era il 2019, è divenuta un must frequente per indicare quelle squadre ciniche, capaci di vincere senza sbrodolare nel punteggio o nei punti di distacco dati agli avversari. Quelle formazioni non abituate a vincere tre o quattro a zero, ma di una sola – spesso maledetta – lunghezza. Squadre, insomma, come la Reggina di Alfredo Aglietti.

Basta guardare i risultati: 3-2 alla Ternana, 2-1 alla SPAL e al Parma, 1-0 contro Cosenza e Vicenza. L’unica volta che la Reggina, nelle sei vittorie dell’annata 2021-2022, ha messo più di un gol fra sè e i propri avversari è stato al Curi, contro il Perugia. Un corto muso continuo, ma che praticamente ha condotto gli amaranto ad un solo punto dalla zona Serie A. Gli scontenti, comunque, non mancano, convinti che i successi scarni siano sintomo di una qualche strana forma di fragilità, pronta alla lunga a venir fuori, sgretolando tutto quanto fatto fino ad ora.

Questo perché, troppo spesso, si guarda con sprezzo alla vittoria di misura, preferendone una larga, magari senza sofferenza, con gol e spettacolo a renderla più appariscente. Ed è li che, molto spesso, si nascondono i problemi. Prendete il Benevento: c’è stato il 4-1 al Cittadella, c’è stato 3-0 al Cosenza, il 2-0 a Crotone. Ora, però, sono arrivate due sberle: 1-4 dal Frosinone, 0-1 dal Brescia, entrambe al Vigorito.

Chiaro, i sanniti si riprenderanno, ma poco prima di cadere due volte in pochi giorni, erano arrivate due vittorie apparentemente convincenti, con clean sheet e marcature multiple. È altrettanto vero, va aggiunto, che l’elogio del corto muso amaranto non presuppone che anche la Reggina non possa incappare in battute d’arresto: questa Serie B è imprevedibile e complicata, popolata da svariate possibilità di compiere scivoloni anche pesanti.

Al momento, però, il corto muso sta dando ragione ad Aglietti, che lo ha elevato a chiave tattica per il campionato amaranto. La Reggina non vince di misura casualmente, sta iniziando a farlo quasi scientemente. La riprova risiede nelle parole del tecnico post derby: «Avevo chiesto alla squadra di non subire gol, andare sotto sarebbe stato deleterio perché il Cosenza si difende basso, molto bene. Avevo detto che avremmo dovuto far girare la palla, con pazienza e qualità. Da una palla persa loro è arrivato il gol, siamo stati bravi, siamo stati cinici».

Quattro frasi, articolate ma chiare: in pratica, il manifesto del cortomuso di allegriana creazione. L’attuale tecnico della Juve ci vinse uno Scudetto, chissà che farà, invece, il suo collega di San Giovanni Valdarno.

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