La cessione della Reggina continua a regalare colpi di scena e il fine settimana appena trascorso potrebbe aver rappresentato un passaggio cruciale in una trattativa che sembrava ormai indirizzata verso un epilogo ben preciso. Quella che fino a pochi giorni fa appariva una strada spianata verso il gruppo rappresentato da Claudio Lotito si è improvvisamente riaperta grazie al ritorno in scena di Matt Rizzetta, deciso più che mai a inseguire il sogno di diventare proprietario del club amaranto.

Dopo settimane caratterizzate da indiscrezioni, incontri e cambi di scenario, il weekend ha restituito centralità alla cordata americana, tornata prepotentemente al centro della scena.

Il faccia a faccia con Ballarino

Sabato Matt Rizzetta è arrivato a Reggio Calabria per dare un segnale concreto della propria volontà di chiudere l'operazione. A raggiungerlo è stato Nicola Cirrincione, suo stretto collaboratore, partito da New York per seguire da vicino gli sviluppi della trattativa.

Successivamente i due si sono spostati nei pressi di Catania, dove si è svolto un lungo incontro con il patron amaranto Nino Ballarino. Un summit durato oltre tre ore durante il quale sarebbero stati affrontati gli ultimi aspetti dell'operazione.

Secondo quanto trapela, Rizzetta avrebbe confermato la propria offerta, superiore ai 2,5 milioni di euro per l'acquisizione della società. Nonostante il rigoroso riserbo imposto dagli accordi di riservatezza sottoscritti tra le parti, filtra un crescente ottimismo sulla possibilità di arrivare alla fumata bianca nel giro di pochi giorni.

Lotito resta alla finestra

Sul tavolo continua comunque a rimanere la pista che porta a Claudio Lotito. Dopo l'incontro tenutosi a Roma la scorsa settimana tra i rappresentanti dell'imprenditore romano e la proprietà amaranto, però, non si sarebbero registrati ulteriori passi avanti.

Al momento i dialoghi con il gruppo legato al presidente della Lazio sembrano attraversare una fase di stallo, mentre i contatti tra Ballarino e Rizzetta avrebbero fatto registrare progressi significativi. Fino alla firma definitiva, tuttavia, ogni scenario resta aperto e non possono essere esclusi eventuali rilanci o nuovi sviluppi.

La presenza al PalaCalafiore

A confermare il forte interesse verso la città e il progetto Reggina è stata anche la presenza di Rizzetta al PalaCalafiore in occasione della sfida tra Viola e Avellino. L'imprenditore italo-americano ha assistito alla gara insieme a Nicola Cirrincione e al direttore generale della Reggina, Giuseppe Praticò.

Al termine dell'incontro non ha nascosto il proprio entusiasmo per la trattativa in corso. «Sono molto concentrato sull'obiettivo che intendo portare avanti. Per me sarebbe realizzare un sogno che ho sin dall'infanzia. Spero di portarlo a termine».

Parole alle quali ha fatto seguito un ulteriore messaggio di fiducia: «Non sarebbe corretto speculare sui nomi per una società che ancora non possiedo. Sulla trattativa ci sono dei patti di riservatezza da rispettare, stiamo facendo di tutto per portare avanti questa operazione e spero di chiudere a breve. Con un po' di pazienza spero di realizzare questo sogno».

Rizzetta ha poi ribadito la propria visione per il futuro del club: «Reggio Calabria merita un progetto ambizioso e noi, se saremo in grado di chiudere, saremo molto fortunati a portarlo avanti. Sarò totalmente a disposizione e metterò il massimo dell'impegno per portare la Reggina dove merita. Sono fiducioso, altrimenti non sarei venuto qui. Ci sono ancora dei passaggi da compiere, ma voglio dimostrare quanto tengo a questo progetto e a questa piazza. Voglio consacrare questo matrimonio. Ormai siamo alle battute finali di una trattativa che dura da tanto tempo e spero di chiudere nel corso della settimana».

Dichiarazioni che hanno inevitabilmente alimentato l'entusiasmo di una tifoseria in attesa di conoscere il futuro della società.

La tifoseria prende posizione

Mentre la trattativa prosegue, dalla piazza amaranto è arrivato un segnale altrettanto chiaro. Le indiscrezioni relative all'interessamento di Claudio Lotito hanno infatti provocato la reazione di una parte della tifoseria, che ha promosso una petizione online per manifestare la propria contrarietà all'eventuale ingresso del patron biancoceleste.

Nel testo si legge: «Negli ultimi tempi l'ombra di Claudio Lotito si è profilata all'orizzonte della nostra amata squadra, creando preoccupazione e tensione tra noi sostenitori. Lotito, noto per la sua gestione controversa della Lazio e la sua influenza in Lega, non rispecchia le preferenze della tifoseria Reggina».

Tra i timori espressi dai firmatari emerge soprattutto la volontà di preservare l'identità e l'autonomia del club: «Temiamo che il coinvolgimento del Presidente Lotito possa distorcere l'identità e l'autonomia del nostro club, e rappresentarlo in maniera non positiva in giro per l'Italia, laddove al momento è noto prevalentemente per il malcontento di una tifoseria ben più numerosa, della Lazio».

La petizione richiama inoltre il tema delle multiproprietà: «Fermo restando che tra qualche anno sarà tenuto a cedere comunque la Reggina ad altri per questioni di regolamento».

L'appello finale è rivolto alle istituzioni e agli attuali vertici societari: «Chiediamo un impegno concreto affinché Lotito rimanga lontano dalla nostra squadra. Proteggiamo la passione e l'orgoglio che contraddistinguono la Reggina. La nostra storia e le nostre speranze dipendono dalla capacità di non lasciare che la Reggina diventi succursale, punto di appoggio o merce di scambio».

Una settimana che può decidere tutto

Le prossime ore saranno decisive. La sensazione, però, è che questo continuo tira e molla stia diventando sempre più una telenovela senza fine, che rischia di trasformarsi in un freno pesante per il futuro del club. Una situazione che non può più essere giustificata né rimandata.

È arrivato il momento delle decisioni vere, definitive, senza ulteriori rinvii o scenari tenuti artificialmente aperti. Perché mentre si continua a discutere, il tempo scorre inesorabile e la Reggina resta ferma, immobile, in un limbo che diventa sempre più difficile da accettare.

Siamo già al 15 giugno e il dato è inequivocabile: le altre società si stanno muovendo da settimane, programmando, costruendo rose e strutture tecniche, mentre qui si è ancora sospesi tra ipotesi e attese. Una condizione che rischia di compromettere in modo serio l’impostazione della prossima stagione.

Serve una scelta netta, immediata, perché il tempo delle attese è finito.