Domenico Laganà, capitano della Domotek Volley Reggio Calabria, traccia il bilancio di un’annata straordinaria, tra risultati sportivi, crescita del progetto e un legame sempre più forte con la città.
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FORTUNATO SERRANO'
Un momento di condivisione con tifosi e stampa, quello vissuto in occasione della “Sportspecialist Holiday Night”, organizzata dal network amaranto. Un appuntamento che il capitano ha voluto sottolineare per il suo valore simbolico:
«È sempre un piacere fare eventi di questo tipo. È giusto ringraziare chi ci supporta durante la stagione e ci permette di raggiungere risultati e obiettivi».
Reduce dall’ultima trasferta di Lecce, Laganà ammette quanto la breve pausa sia stata preziosa:«I cinque giorni di recupero sono serviti davvero. Venivamo da un periodo fisicamente impegnativo, ma ci hanno permesso di ricaricare le energie».
Quando il discorso si sposta sul bilancio stagionale, le parole del capitano si fanno più personali: «È stato un anno da incorniciare, sia per la Domotek che per me. Penso di aver raggiunto l’apice del mio percorso sportivo. Come squadra abbiamo ottenuto risultati importanti».
Un bilancio che va oltre i trofei: «Anche se, a conti fatti, non abbiamo vinto nulla, resta un’annata fondamentale. Da matricola abbiamo disputato un grande campionato, arrivando a un passo dalla Serie A2. E anche in questa stagione stiamo facendo bene. Abbiamo già scritto pagine di storia».
Ora l’attenzione è tutta sul doppio confronto ravvicinato, prima in campionato e poi in Coppa Italia, con Campobasso: «Sarà una sfida interessante. La gara di campionato apre il girone di ritorno ed è un’occasione per accorciare dalla vetta. La Coppa, invece, è una competizione a parte, ma per noi molto importante. In Coppa Campobasso è stata una sorta di “bestia nera”: vogliamo riscattarci».
In chiusura, la domanda più suggestiva: meglio 9.000 persone al palazzetto o la promozione in Serie A2? Laganà sorride: «Domanda difficile. Ma vedere 9.000 persone al palazzetto sarebbe da pelle d’oca. Io ci spero davvero. Prima o poi succederà».

