Potrebbe non bastare alla Reggina un girone di ritorno da capolista per riuscire a vincere il campionato di Serie D (girone I). Com'è noto, il calcio non è mai una scienza esatta e, di conseguenza, non è direttamente legato ai dati o alle statistiche che registra settimanalmente. Un rapporto, molte volte, indirettamente proporzionale a quanto fatto vedere in campo dal momento che spesso il gol in più o un filotto netto non sempre portano a un equo specchio di classifica.

Un ritorno da primato, e non solo

Questo è il caso certamente della Reggina che, a due giornate dalla fine, si trova a tre lunghezze di distanza dalla vetta ma con due squadre sopra, ovvero Nissa e Savoia, e per questo l'impresa rimane ai limiti del possibile.

Tornando un attimo ai numeri, come accennato, la formazione di mister Torrisi sta disputando un girone di ritorno sicuramente di spessore, come testimonia il virtuale primo posto nella classifica relativa alla seconda metà di stagione, con 33 punti conquistati e cioè uno in più proprio di Nissa e Savoia appaiate a 32. Come detto, però, tutto ciò potrebbe non bastare e a mangiarsi le mani deve essere proprio la formazione amaranto. Tralasciando un girone di andata (prevalentemente la prima metà di esso) alquanto discutibile, nella seconda frazione di stagione gli intoppi che non si possono perdonare, soprattutto per un club blasonato che ambisce alla vetta, sono le ingiustificate sconfitte contro Vigor Lamezia e Acireale e il pareggio a reti bianche contro il Gela: otto punti persi che, in caso contrario, avrebbero offerto un altro destino allo stadio Granillo.

Dettagli amaranto

Potrebbe non bastare neanche una difesa di ferro, sempre nel girone di ritorno, con solamente sette reti concesse al pari della Nissa. Insomma, il reparto difensivo certamente non si discute e ad avvalorare tale tesi sono i diciotto clean sheets stagionali messi in cascina dalla Reggina. Nessuno infatti ha tenuto così tante volte la porta inviolata da settembre a oggi, basti pensare che al secondo posto c'è la Nissa con quindici porte immacolate.

E allora perché con questi numeri la Reggina è ai margini della lotta ai vertici? Ritorna sicuramente l'affermazione iniziale, ovvero che il calcio non è mai una scienza esatta e, di conseguenza, non è direttamente legato ai dati o alle statistiche che registra settimanalmente. Tra i capi d'imputazione, o comunque tra le difficoltà palesate nel corso dei mesi, rientra certamente la vena realizzativa. In tutti questi numeri difensivi dove la squadra eccelle e primeggia, infatti, è sul dati dei gol fatti che ci si deve soffermare. Qui infatti la differenza con le prime due è quasi abissale, basti pensare che il Savoia conta addirittura diciannove reti in più mentre la Nissa otto. Insomma, un solco decisamente non irrilevante e che a lungo andare da piccola pagliuzza può diventare un masso.

Insomma, se c'è qualcuno che deve mangiarsi le mani quella è proprio la Reggina dal momento che quest'anno era il classico "ora o mai più" e con un campionato, a differenza degli scorsi anni, non aveva non ha il Trapani o il Siracusa di turno. Nessuna ammazza-campionato o, per meglio dire, doveva esserlo la Reggina che adesso dovrà rimuginare su ciò che sarebbe potuto essere e invece non è stato.