«Per me la prestazione non è estetica». Alfio Torrisi, nel corso del lungo intervento a Radio Febea, ha voluto ribadire con forza il concetto che più gli sta a cuore alla vigilia del derby dello Stretto contro il Messina. Niente fronzoli, ma concretezza, compattezza e mentalità. «Significa fare blocco unico, difendere e pressare insieme, avere personalità nell’uscire palla al piede, mettere più fame, ferocia e cattiveria. Questa è la base del progetto, poi abbiamo aggiunto qualità di gioco».

Il tecnico amaranto ha difeso senza esitazioni le scelte compiute nelle ultime settimane: «Le rifarei altre mille volte. A Ragusa solo con una prova del genere potevamo vincere. Potevamo segnare prima, abbiamo avuto occasioni, ma non avevamo programmato di fare gol al novantesimo».

Poi l’analisi si è spostata sul ruolo dell’allenatore, spesso ridotto a una questione di moduli e schemi: «Non è solo esercitazione. Devi trasferire idee, avere intuizioni, leggere situazioni e contesti. Se vuoi vincere, la gestione delle risorse umane è la qualità più importante, soprattutto in una squadra forte come la Reggina».

Sul Messina, Torrisi mantiene equilibrio e rispetto: «Ha fatto qualcosa di straordinario partendo da una situazione difficile. Il cambio di allenatore porta incognite e hanno calciatori duttili. Non la prepariamo solo dal punto di vista tattico, ma lavoriamo molto sull’aspetto mentale. Anche noi abbiamo bisogno di punti».

La parola d’ordine è concentrazione: undici finali da affrontare senza margini di errore. «I ragazzi hanno sudato ogni singola vittoria. Dobbiamo avere un atteggiamento feroce, senza sbagliare un minuto. Ricordiamo i festeggiamenti dell’andata sotto la loro Curva».

Fondamentale sarà il sostegno del Granillo, chiamato a fare la differenza in una gara che va oltre i tre punti. «Il nostro stadio deve essere il nostro fortino – ha dichiarato il mister –. Vogliamo portare i settemila dalla nostra parte, spingerli a battere le mani e fare il coro. Ma tutto dipende dalla squadra: se trasciniamo il pubblico, per il Messina diventa un fattore difficile da superare».

Sul fronte dell’organico, la Reggina dovrà rinunciare a Rosario Girasole, squalificato: un’assenza pesante per la retroguardia, vista l’affidabilità mostrata dal centrale negli ultimi mesi. Le notizie dall’infermeria, però, sono incoraggianti. Di Grazia è tornato ad allenarsi con il gruppo, Ferraro è pienamente recuperato dopo una settimana gestita con cautela. Buoni segnali anche da Desiato, già in buone condizioni ma non convocato a Ragusa, e da Verduci, pronto a rientrare stabilmente dopo un lungo stop. Resta da valutare Bevilacqua, ancora alle prese con qualche acciacco. Dovrebbe essere della partita anche il giovane Macrì, che ha smaltito l’influenza e rappresenta un’opzione in più.

Al Granillo è tutto pronto per un derby che profuma di alta classifica e orgoglio. Tra assenze e rientri, tensione e motivazioni, la Reggina vuole trasformare la pressione in energia positiva e regalare alla propria gente una vittoria pesante nella corsa verso la vetta.