Dalla delusione della sconfitta interna con l’Acireale alla rinascita firmata dai successi esterni contro Nuova Igea Virtus e Athletic Palermo, la Reggina continua a vivere una stagione fatta di contrasti. Una squadra capace di esaltarsi contro le grandi, ma allo stesso tempo di complicarsi il cammino con passi falsi inattesi.


Il doppio colpo esterno ha riacceso entusiasmo e classifica, soprattutto per il modo in cui è arrivato: con personalità, sacrificio e qualità. Decisivo Luca Ferraro, simbolo di un gruppo che, come sottolineato da mister Torrisi, ha saputo stringere i denti dopo giorni intensi: «I ragazzi sono stati immensi, vittoria meritata e sofferta».


Eppure è proprio qui che emerge il grande paradosso della stagione amaranto. Se la Reggina è in grado di imporsi con autorità contro le migliori del girone, diventa difficile spiegare come abbia potuto lasciare per strada punti pesantissimi contro avversarie come Messina, Vigor Lamezia e Acireale. È in queste contraddizioni che si annida il vero peso della classifica attuale: non tanto nella forza degli avversari, quanto nelle occasioni mancate.


Adesso la rincorsa si complica. Non solo per i punti da recuperare, ma perché bisognerà guardare anche ai risultati degli altri. Il turno di riposo del 2 aprile costringerà gli amaranto a inseguire senza giocare, mentre alla ripresa li attende un tour de force con tre partite in sette giorni. Un crocevia decisivo, dove serviranno energie fisiche e soprattutto equilibrio mentale.


Torrisi non ha mai smesso di crederci, nemmeno quando il distacco era pesante. Oggi, guardando i numeri del girone di ritorno, la Reggina ha dimostrato di poter affrontare a testa alta anche rivali dirette come l’Athletic Palermo. Ma nel calcio, si sa, non bastano le statistiche: conta la continuità, quella che finora è mancata proprio nei momenti chiave.


Questa squadra resta un enigma affascinante. Capace di imprese e di cadute, di vittorie pesanti e di rimpianti difficili da digerire. La vetta è ancora lì, possibile ma non più dipendente solo dagli amaranto. E allora la sfida diventa doppia: vincere e sperare, correre e non voltarsi più indietro.


Perché se è vero che questa Reggina ha dimostrato di poter battere chiunque, è altrettanto vero che ha già dimostrato quanto possano costare caro certe distrazioni. Ed è proprio lì, tra rimpianti e consapevolezze, che si giocherà il finale. di stagione.