Dopo la Coppa Italia Del Monte, è arrivata la Supercoppa di Serie A3, e il libero Saverio De Santis , di rientro dall'ennesima dimostrazione di forza, racconta a caldo le emozioni di un gruppo che non smette di stupire.

«Non è assolutamente facile rialzarsi dopo gara 5" - esordisce De Santis, con la voce ancora piena di adrenalina. La sfida contro la corazzata Reggio Emilia è stata un vero e proprio viaggio ai confini della resistenza. È stata una sfida che è durata veramente tantissimo, ma questa volta è andata bene, nuovamente come è accaduta in Coppa Italia.
È stata una gara ricca di emozioni. Abbiamo giocato contro una grande squadra come Reggio Emilia, infatti non mi va di dire che sono stati dei “perdenti", ma li considero come dei vicecampioni perché è stata veramente una bellissima partita. Abbiamo dato tutto, come in questa serie. Sono state sette partite incredibili e le due coppe le abbiamo vinte noi. A noi manca solo questo per concludere al meglio e mettere la ciliegina sulla torta.

L'attenzione si sposta subito al prossimo, durissimo ostacolare: la semifinale play-off contro Acqui Terme. Una conoscenza antica, che porta con sé ricordi e stimoli. «L'Acquiterme la conosciamo, l'abbiamo affrontata l'anno scorso. Ne portiamo i segni – sottolinea De Santis – e sappiamo i loro punti di forza, ma non ci spaventiamo. Conosciamo le nostre qualità, le abbiamo fatte vedere in questi giorni. Non vediamo l'ora di giocare perché abbiamo tanta voglia di giocarci un'altra finale
È una cosa che ripeto sempre ai ragazzi, a tutti i giovani che fanno parte di questa squadra: non sempre vi ritroverete in stagioni come questa. Non è facile e non è assolutamente cosa di ogni anno raggiungere finali, un primo posto in regular season, una finale di Coppa Italia e una di Supercoppa. Sono risultati straordinari. Ora dobbiamo lavorare per concludere al meglio».

E come si fa senza avversari del calibro di Chevalier e Mian, dall'altra parte della rete considerando che le due “Reggio” non si affronteranno più? «Mancheranno – ammette con una punta di ironia –. Per fortuna gli ho detto 'non vi voglio più vedere per quest'anno', anche al palazzetto gli ho detto 'basta'. Però c'è stato un bel clima di sportività tra le due squadre. Conosciamo, con molti abbiamo giocato insieme, con altri ci rispettiamo attraverso il campo. Ora conosciamo già Petras e Botto, affrontati l'anno scorso».
Infine, un pensiero doveroso al PalaCalafiore, il fortino che ha fatto la differenza. «È difficile trovare un palazzetto così – sottolinea De Santis –. Reggio Calabria ha un impianto fantastico. Ogni giocatore, allenatore o società quando parla di Reggio la prima cosa che dice è: 'Quanto è fantastico il vostro palazzetto'. Non è facile trovare 4.000 o 5.000 persone che urlano e incitano. Questo ti dà qualcosa in più, e il fattore casa ha fatto la differenza contro Reggio Emilia».

Entusiasta anche il Team Manager Mirko Crucitti. «Reggio Calabria è nuovamente sulle prime pagine dei giornali sportivi nazionali e questo fa estremamente piacere. Ora aspettiamo l'evolversi di questo campionato, ma siamo pronti a regalare altre scene memorabili e straordinarie. Scene memorabili. Un altro tie break contro Reggio Emilia, che già ci aveva dato filo da torcere in Coppa e nelle cinque gare dello spareggio promozione. Alla fine, su sette gare totali, quattro le abbiamo vinte noi. Abbiamo più che dimostrato di essere una forza importante di questo campionato di A3 a livello nazionale.

I complimenti arrivano da ogni parte. Dalla Lega, dalla Federazione, da tutta Italia per quello che stiamo costruendo. Siamo contenti, felici. Ma al contempo siamo concentratissimi».

La festa per la Supercoppa è già alle spalle. La Domotek guarda avanti, perché il campionato riserva subito un altro snodo cruciale.
«Sabato c'è un'altra battaglia contro un nostro spauracchio – avverte Crucitti –. La Acqui l'anno scorso ci ha buttato fuori. Dobbiamo cercare di sovvertire l'esito dell'anno scorso, andare da subito in vantaggio vincendo a casa loro e poi aspettare gara due in casa il primo maggio(sempre se sarà questa la data), che dovrà essere assolutamente una grande festa per noi».
Ma al di là dei risultati, ciò che più rende orgogliosa la società è lo spirito con cui vengono conquistati. In sette partite epiche – tra Coppa, Supercoppa e spareggio promozione – non c'è stato “mezzo screzio” tra le due formazioni.
"Un clima di fratellanza incredibile – racconta Crucitti –. bastava ascoltare le parole del nostro telecronista Giovanni Mafrici in sinergia con il telecronista emiliano in gara 5.. È l'emblema di questo sport. Uno sport che piace, che sta convincendo. C'è una 'volley-mania' pazzesca in città: non si parla d'altro.Vi sfido a trovare un altro sport dove su sette gare decisive ci sia stato un solo cartellino giallo, arrivato tra l'altro alla settima partita per un piccolo screzio tra il palleggiatore avversario e gli arbitri, non tra le due squadre. Squadre correttissime, che hanno fatto capire a tutta Italia che la pallavolo è uno sport diverso.

È uno sport altamente inclusivo, formativo ed educativo per i bambini e le famiglie che vengono a vederci. Il nostro pubblico è fatto di tanti giovani e famiglie. Non potevamo avere un pubblico diverso in uno sport che ci dà sempre tante soddisfazioni e che insegna che la competizione non deve essere accompagnata da nervosismo o maleducazione. È facile quando si vincono i risultati – ammette il Team Manager –. Ma come si diventa così strutturati e vincenti? Noi abbiamo un'idea precisa di società, di squadra, del nostro progetto. Merito di chi l'ha fondata, la famiglia Polimeni con Marco Martino, e merito di chi come me, Cesare Pellegrino, Billy Gurnari e tutti altri siamo entrati in corsa. Abbiamo una nostra visione e la stiamo portando avanti.

Fortunatamente, anche grazie ai risultati, la città ci sta seguendo alla grandissima. Senza la città e senza il nostro pubblico sarebbe tutto vano. Il nostro progetto è incentrato sulla città. Adesso possiamo dirlo: la A3 effettivamente ci sta stretta. E tocca provarci. Negli anni dobbiamo provarci sempre di più».