Dopo il successo di Barcellona Pozzo di Gotto, la squadra di Torrisi affronta la capolista con un solo obiettivo: vincere per accorciare la classifica e tenere vivo il sogno promozione
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Certe stagioni non scorrono: sobbalzano. Vivono di strappi, frenate improvvise e ripartenze che rimettono tutto in discussione. È esattamente quello che sta accadendo alla Reggina, sospesa su un’altalena emotiva che nel giro di pochi giorni l’ha portata dalla caduta interna contro l’Acireale alla rinascita sul campo dell’Igea Virtus. Una vittoria, quella a Barcellona, che non cancella i rimpianti ma restituisce senso alla rincorsa.
Perché il vero nodo, oggi, resta lì: nei punti lasciati per strada contro avversari abbordabili. È un campionato che non perdona distrazioni e la Reggina lo ha imparato a proprie spese. Se il traguardo dovesse sfumare, sarà inevitabile tornare con la memoria a quelle occasioni mancate. Ma il tempo dei rimpianti, adesso, deve restare fuori dallo spogliatoio.
All’orizzonte c’è una partita che vale molto più dei tre punti. Athletic Palermo–Reggina non è solo uno scontro diretto: è una linea di confine tra ciò che può ancora essere e ciò che rischia di diventare un’occasione persa. La classifica è corta, ma non concede più appelli.
Vincere significherebbe riaprire tutto, accorciare fino a sentire il fiato sul collo della capolista e trasformare il finale di stagione in una volata carica di pressione e significati. Non riuscirci, invece, vorrebbe dire ridimensionare inevitabilmente le ambizioni.
In questo contesto, la squadra di Torrisi arriva con una certezza ritrovata: la continuità. Le risposte viste contro l’Igea Virtus spingono verso la conferma dell’undici, una scelta che racconta la volontà di non disperdere quanto di buono costruito. In partite così, più che inventare, serve riconoscersi. Servono equilibri, fiducia reciproca, identità.
E poi c’è la componente mentale, spesso decisiva quanto quella tecnica. L’Athletic Palermo, pur restando in vetta, arriva da uno scivolone pesante contro la Nissa. Un segnale, forse, di una crepa in un percorso fin qui solido. La Reggina dovrà essere brava a inserirsi proprio lì, trasformando la pressione in un alleato e non in un freno.
Intorno, il campionato si muove. La Nissa spinge, il Savoia osserva pronto ad approfittare. È un intreccio che amplifica il peso specifico di ogni risultato e rende questa giornata un crocevia per tutti. Ma per la Reggina, più che guardare agli altri campi, sarà fondamentale guardarsi dentro.
C’è infine un’assenza che pesa, ed è quella dei tifosi amaranto. Il divieto di trasferta priverà la squadra di un sostegno che, in momenti come questi, può fare la differenza. Sarà una sfida da giocare anche per loro, trasformando la distanza in motivazione.
In fondo, è questo il punto: la Reggina è ancora lì. Tra errori e rimpianti, tra cadute e risalite, non ha perso il diritto di crederci. Athletic Palermo rappresenta una porta stretta, forse l’ultima davvero decisiva. Ma è anche l’occasione perfetta per dimostrare che questa squadra, nonostante tutto, ha ancora qualcosa da dire.

