In queste ore segnate dall’emergenza maltempo, con Sicilia, Sardegna e Calabria impegnate a fare i conti con i danni provocati dal ciclone Harry, parlare del Ponte sullo Stretto come di un’opera «di interesse strategico militare» o addirittura «utile in caso di tempesta» appare, secondo Titengostretto Villa San Giovanni, una dichiarazione fuori luogo e profondamente distante dalla realtà vissuta dai territori.
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La situazione, sottolinea il comitato, è quella di comuni messi in ginocchio: strade divorate dalle onde, abitazioni e attività travolte con violenza, tratti ferroviari sospesi nel vuoto, crolli e allagamenti che hanno colpito duramente città e persone. Un quadro che richiede risposte immediate, risorse concrete e ascolto, non slogan.
Se non si registrano vittime, evidenzia Titengostretto, lo si deve esclusivamente al lavoro incessante della Protezione Civile, dei COC, delle Prefetture, delle forze dell’ordine, dei volontari e al senso di responsabilità delle popolazioni coinvolte, che hanno seguito le indicazioni con lucidità e collaborazione. A loro va il plauso e la gratitudine del comitato.
Proprio per questo, l’aspettativa era diversa rispetto alle parole pronunciate dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Secondo Titengostretto, ci si sarebbe attesi un messaggio rivolto ai territori colpiti, alle famiglie sfollate, ai sindaci e ai soccorritori impegnati da giorni senza sosta nell’emergenza, non l’ennesimo rilancio di un’opera giudicata «inutile, dannosa, irrealizzabile e discutibile».
Il nodo centrale resta quello delle risorse. Miliardi di euro, secondo il comitato, continuano a essere congelati su un progetto che sottrae fondi alla messa in sicurezza del territorio, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla ricostruzione delle infrastrutture essenziali e alla protezione reale del Sud.
Titengostretto stigmatizza una dichiarazione che viene letta come esclusivamente propagandistica, rilanciata sulla scorta di una catastrofe che richiederebbe invece una presenza concreta e continuativa dello Stato. Un silenzio, quello del Ministro sull’emergenza in corso, che secondo il comitato restituisce la misura dell’attenzione riservata alle regioni meridionali.
«Il Paese reale chiede serietà, non propaganda. Chiede risposte, non slogan. E soprattutto chiede rispetto per chi, in queste ore, sta ancora spalando fango», conclude la nota.

