La biologa marina Emilia Fulgido racconta l'impegno di Legambiente nel progetto Life TurtleNest tra monitoraggi dei nidi, formazione degli operatori balneari ed educazione ambientale a bordo di Goletta Verde
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La tutela della Caretta caretta passa dalla ricerca sul campo, dalla collaborazione con le comunità locali e dalla sensibilizzazione delle nuove generazioni. È questo il messaggio che arriva dal lavoro svolto da Emilia Fulgido, biologa marina e volontaria di Legambiente Reggio Calabria, impegnata nel progetto europeo Life TurtleNest, iniziativa coordinata da Legambiente e cofinanziata dall'Unione Europea nata per proteggere i nuovi siti di nidificazione della tartaruga marina nel Mediterraneo occidentale e studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla specie.
In Calabria, negli ultimi anni, la presenza di nidi di Caretta caretta è diventata sempre più frequente. Un fenomeno che gli esperti collegano anche all'espansione verso nord delle aree di nidificazione favorita dall'aumento delle temperature e dai cambiamenti climatici che stanno modificando gli habitat costieri mediterranei.
«Effettuo monitoraggi lungo le spiagge calabresi per individuare eventuali siti di nidificazione – racconta Fulgido – e sono autorizzata in deroga dal Ministero dell'Ambiente a intervenire qualora sia necessario mettere in sicurezza un nido. Stiamo parlando di una specie particolarmente protetta e qualsiasi attività deve essere svolta seguendo protocolli rigorosi e personale qualificato».
Il progetto Life TurtleNest punta proprio a ridurre le minacce che gravano sui siti di deposizione delle uova, spesso situati in aree fortemente antropizzate e interessate dalla presenza di stabilimenti balneari, illuminazione artificiale, pulizia meccanica delle spiagge e intensa frequentazione turistica. Per questo una parte fondamentale del lavoro riguarda il coinvolgimento diretto di operatori e cittadini.
«Con Legambiente organizziamo incontri e momenti formativi rivolti agli stabilimenti balneari e alle attività presenti lungo la costa. Queste persone diventano per noi punti di riferimento preziosi perché possono segnalare rapidamente la presenza di femmine nidificanti, tracce sulla sabbia o eventuali schiuse».
L'obiettivo è creare una rete diffusa di custodi del territorio. Un modello che il progetto Life TurtleNest sta sviluppando lungo migliaia di chilometri di coste del Mediterraneo coinvolgendo aree protette, enti di ricerca, università e associazioni ambientaliste. Ma parlare di Caretta caretta significa inevitabilmente parlare anche di tutela degli ecosistemi costieri.
«Questi momenti ci permettono di fare divulgazione e spiegare alle persone non soltanto la biologia della tartaruga marina, ma anche l'importanza del patrimonio naturalistico che ci circonda. Le nostre spiagge ospitano specie protette come la Caretta caretta e il fratino e rappresentano habitat estremamente delicati».
Un tema particolarmente caro alla biologa marina è quello della conservazione della vegetazione e della flora spontanea litoranea, spesso considerata erroneamente un elemento di degrado. «Molte piante autoctone vengono ancora chiamate semplicemente erbacce. In realtà svolgono una funzione fondamentale per l'equilibrio della spiaggia. Le dune e la vegetazione costiera proteggono il litorale dall'erosione, favoriscono la biodiversità e contribuiscono a mantenere habitat indispensabili per numerose specie animali».
Un concetto che richiama anche il ruolo strategico della Calabria nella conservazione della specie. La regione rappresenta infatti una delle aree più importanti del Mediterraneo per la nidificazione della Caretta caretta e negli ultimi anni ha registrato un numero crescente di deposizioni lungo le proprie coste, confermando l'importanza di attività di monitoraggio e tutela sempre più capillari.
In questi giorni Emilia Fulgido sta portando avanti questo lavoro anche a bordo di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata alla difesa del mare e delle coste italiane. «Sono imbarcata come biologa marina impegnata nelle attività di educazione ambientale con un focus particolare su Life TurtleNest. Mi sono imbarcata a Villa San Giovanni e ho seguito le tappe di Villa San Giovanni e Capo d'Orlando. Adesso siamo diretti verso Catania dove continueremo con nuovi laboratori».
Attività pensate principalmente per i più piccoli ma che finiscono spesso per coinvolgere anche famiglie, educatori e cittadini. «I laboratori sono rivolti ai bambini, ma partecipano spesso anche genitori e operatori dei centri estivi. Sono occasioni preziose per parlare di biodiversità, tutela del mare e corrette pratiche da adottare in caso di avvistamento di tartarughe marine o di nidi. La conoscenza è il primo passo per la conservazione».
Un lavoro che parte dalle spiagge e arriva fino alle comunità locali, con la convinzione che la salvaguardia della Caretta caretta non riguardi soltanto una singola specie, ma rappresenti una sfida più ampia: quella di proteggere gli ecosistemi costieri e il patrimonio naturalistico che rende unico il Mediterraneo e, in particolare, le coste della Calabria.


