Parte oggi il percorso verso l'istituzione dei parchi marini calabresi: sostenibilità, turismo esperienziale e nuove regole per il fronte costiero al centro del dibattito.
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A Scilla la presentazione dei Parchi marini regionali della Calabria è stato un momento di confronto che segna l'avvio di un percorso ambizioso : coniugare tutela ambientale e sviluppo economico attraverso una visione condivisa e partecipata.
All'incontro hanno preso parte istituzioni, esperti, operatori del settore e rappresentanti del territorio. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Gaetano Ciccone, dell'assessore al Turismo Domenico Scarano, del direttore marittimo Giuseppe Sciarrone, si sono susseguiti gli interventi di Gianluca Bellantoni e Angela Latella (Magna Graecia Outdoor), Raffaele Greco (Parchi marini Calabria), Paolo Barone e Cristina Condemi (Scilla Diving Center), Francesco Arena (Cooperativa pesca), Mariano Giordano, Maria Siclari (Ispra), Renato Carullo e Silvestro Greco.
Un laboratorio di sostenibilità nel cuore del Mediterraneo
«Oggi è una giornata importante, si gettano le basi ma il percorso è lungo», ha dichiarato Maria Siclari, direttore generale dell'Ispra. «Scilla e l'area dello Stretto rappresentano un patrimonio unico di biodiversità e caratteristiche oceanografiche. Questo territorio può diventare un modello nazionale, un laboratorio di sostenibilità ambientale, ma solo se lavoriamo insieme nel pieno rispetto dell'ambiente». La creazione di un parco marino, ha sottolineato Siclari, non è solo tutela: «È anche un volano per lo sviluppo sostenibile», capace di generare nuove opportunità economiche legate al territorio.
Turismo esperienziale e destagionalizzazione
Sul ruolo strategico dei parchi si è soffermato Silvestro Greco, evidenziando come la protezione ambientale sia la base per una nuova offerta turistica di qualità. «Non immaginiamo i parchi come luoghi chiusi, ma come spazi di fruizione sostenibile. Puntiamo su un turismo esperienziale, capace di attrarre visitatori internazionali interessati alla natura, alla cultura e alle tradizioni».
Un turismo diverso da quello balneare di massa, che valorizza attività come kayak, pescaturismo, immersioni e itinerari culturali, integrando costa ed entroterra. «La Calabria – ha aggiunto – si presta naturalmente a una destinazione multitematica, fruibile tutto l'anno, dove mare, borghi, boschi e percorsi culturali si fondono». In questo scenario, Scilla e la Costa Viola emergono come un unicum: un'area ricca di habitat prioritari, dalla posidonia al corallo nero, fino a testimonianze storiche e paesaggistiche di grande valore.
Normare il fronte costiero: la sfida decisiva
Dal dibattito è emersa con forza la necessità di definire un quadro normativo chiaro. «Il problema non è la creazione dei parchi marini – è stato sottolineato – ma il regime giuridico che li regolerà», con l’esigenza di un dialogo costante tra amministrazioni locali ed enti gestori.
Anche il sindaco di Scilla ha ribadito l’importanza di trovare un equilibrio: «Bisogna proteggere gli aspetti naturalistici irripetibili, ma allo stesso tempo consentire uno sviluppo economico legato al mare. La normativa sarà decisiva».
Il ruolo delle comunità locali e della pesca
Un punto centrale è stato il coinvolgimento delle realtà territoriali. Gianluca Bellantoni ha evidenziato come il convegno sia nato proprio «per ascoltare le voci del territorio», con l’obiettivo di conciliare due esigenze solo apparentemente opposte: tutela ambientale e sviluppo turistico.
Dalla Cooperativa dei pescatori, rappresentata da Francesco Arena, è arrivato un messaggio chiaro: «Non vediamo il parco marino come un ostacolo, ma chiediamo attenzione per la pesca artigianale». Una tradizione che, nel tempo, ha contribuito alla conservazione della fascia costiera della Costa Viola e che oggi chiede di essere parte attiva nel processo decisionale.
« Con grande entusiasmo accolgo la linea di intervento delineata dalla Regione Calabria sotto la guida del presidente Roberto Occhiuto. Attendevo – ha dichiarato l'assessore al Turismo di Scilla, Domenico Scarano – da decenni questa apertura operativa e non avevo dubbi sulla capacità di questa maggioranza di governo regionale di tradurre gli impegni in azioni concrete.
Desidero sottolineare come siano spesso le circostanze contingenti a favorire la rapida risoluzione dei problemi. Tuttavia, una gestione efficace e lungimirante richiede di anticipare le criticità già note, evitando interventi esclusivamente emergenziali, e programmando invece azioni preventive e coordinate.
In particolare, la zona di Scilla subisce, anno dopo anno, fenomeni di erosione costiera. Tali critiche derivano da restrizioni passate che, in un certo senso, erano giustificati. Ciò non significa, tuttavia, che sia ormai troppo tardi per intervenire; al contrario, è possibile progettare soluzioni concrete e sostenibili che tutelino il territorio e valorizzino le sue risorse naturali.
Spero che il programma in corso dia adeguata attenzione anche alla Spiaggia delle Sirene e alla frazione di Favazzina. In un precedente incontro in Regione, si era già evidenziata la necessità di valorizzare questi territori, riconoscendo nei nostri torrenti e corsi d'acqua risorse di grande valore ambientale e sociale.
Resto fiducioso di poter partecipare a un tavolo tecnico programmato, al fine di contribuire concretamente alla definizione di soluzioni operative e sostenibili», ha dichiarato infine l'assessore al Turismo di Scilla, Domenico Scarano.
Un percorso di partecipazione per il futuro della Calabria
La giornata di Scilla ha segnato l'inizio di un percorso che punta a costruire una nuova governance del mare, fondata su sostenibilità, partecipazione e valorizzazione delle risorse locali.
La sfida sarà quella di normare il fronte costiero senza imporre modelli dall'alto, ma aprendo un confronto dal basso con associazioni, operatori e comunità che vivono quotidianamente il territorio.
Solo così i Parchi marini regionali potranno diventare non solo strumenti di tutela, ma veri motori di sviluppo per una Calabria che guarda al futuro partendo dal proprio patrimonio più prezioso: il mare.

