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«L’emergenza Coronavirus ha, inevitabilmente, messo a nudo le criticità del nostro sistema sanitario. Non è certo questo il momento di fare polemica, ma, proprio perchè l’emergenza è così grave, una riflessione ci sembra doverosa». Così in una nota nota il comitato di Locri “Difendiamo l’ospedale”.
«In questi giorni, da cittadini – si legge – ci stiamo rendendo tutti conto di quanto siano importanti, per contrastare il diffondersi del virus, i nostri comportamenti individuali. La strategia di contenimento, messsa in atto per cercare di evitare quanto successo in altri territori, comincia a far vedere qualche risultato positivo. Dobbiamo, soprattutto ora, essere più attenti a non abbassare la guardia. Per quanto riguarda il potenziamento delle nostre strutture sanitarie, quello che continua a colpirci è il rimpallo delle resposanbilità e l’intollerabile propaganda degli annunci. Da un lato la Regione che, precisamente l’ 11 marzo scorso, con il DPGR 18/2020, nel Piano regionale individua nella nostra provincia tre ospedali, Melito Porto Salvo, Locri e Gioia Tauro, per un totale di 100 posti letto, quali strutture per far fronte all’emergenza Covid-19».
L’ipotesi di un utilizzo della struttura ospedaliera di Locri ha trovato, da subito, una posizione contraria di tutto il territorio, basata su evidenti dati oggettivi, per cui, c’è stato un ripensamento. «Al momento – prosegue il comitato – tutte le attività Covid sono concentrate negli Ospedali Hub di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. Dall’altro, le Aziende sanitarie provinciali che fanno “fughe in avanti“, non concordate con il livello regionale, tant’è che è necessario richiamarle alla pedissequa e puntuale applicazione di tutte le ordinanze emanate. In base alle dichiarazioni della Presidente Santelli, nel corso della prima seduta del Consiglio regionale, l’ Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria si sarebbe mossa in modo “prematuro” rispetto al cronoprogramma regionale».
Il Comitato, senza farsi prendere da nessun entusiasmo, ritiene che, in una situazione di emergenza come è quella attuale, «tutto possiamo permetterci meno che ognuno vada per proprio conto. Ma, le scelte strategiche, da parte di chi ha il compito di governare questa difficile situazione, devono essere chiare e praticabili. I cento posti letto nell’Asp di Reggio Calabria, necessari per far fronte all’emergenza, non se li è inventati nessuno. Sono scritti nel DPCR 18/2020 della Regione. E’ vero che gli interventi vanno calibrati, in base all’evolversi della situazione, ma non è possibile che venga predisposto un Piano d’emergenza con proposte che, in partenza, sono conosciute come non “praticabili”. Di scontri tra Commissari e di annunci che rimangono sulla carta, non abbiamo proprio bisogno in questo momento».
Per il comitato «Se i 400 posti letto del Piano regionale per fronteggiare l’emergenza, serviti a riempire al momento solo le pagine dei giornali, non si ritengono più necessari, lo si dica molto chiaramente. Altrimenti, senza perdere più tempo, anche nel nostro territorio, siano identificate le strutture alternative che possono contribuire a fronteggiare l’emergenza. A noi, che non siamo competenti, il recente dramma della casa di cura di Chiaravalle, con le difficoltà a trovare posti letto disponibili per accogliere gli anziani contagiati, sembra dimostrare tutt’altro. Ed anche le dimissioni dell’ingegnere Domenico Pallaria, identificato dalla governatrice Santelli quale soggetto delegato per l’emergenza Covid, che, sui canali televisivi nazionali, dichiara di non avere competenza specifica, di certo non ci lasciano tranquilli. Una pandemia, che nel nostro Paese conta già più di 100.000 casi ufficiali di contagio, e gli esperti stimano che i casi reali di contagio siano almeno 10 volte tanto, non può essere affidata all’auspicio di un buon andamento».
«Anche se al momento il nostro territorio sembra essere meno interessato dal contagio, non possiamo assolutamente sottovalutare il rischio. Nella grave emergenza sanitaria, diventata ormai anche emergenza economica e sociale, gli Uffici del Commissario, la Regione, la Protezione civile, l’Azienda Sanitaria, I sindaci hanno l’obbligo di lavorare insieme e di pianificare una strategia condivisa, individuando da subito, per ogni fase, le azioni chiave e le misure più idonee che devono essere adottate. Navigare a vista – conclude il comitato civico locrese – non è possibile».
