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Pochi casi positivi, ma anche pochi tamponi. Il numero dei contagiati da coronavirus nella Locride, resta al momento contenuto. Si tratta di soggetti che non destano al momento particolare allarme e vengono gestiti in isolamento domiciliare. C’è tuttavia preoccupazione per lo scarso numero di tamponi eseguiti sul territorio
«Ieri sono stati effettuati circa una trentina dopo sei giorni che non venivano effettuati – ha affermato il sindaco di Locri e delegato alla sanità dal comitato dei primi cittadini Giovanni Calabrese – Sono un centinaio le persone che per precauzione dovrebbero essere sottoposte a tampone ma, purtroppo, non è possibile farlo. Siamo indignati e preoccupati. Due giorni fa, dopo varie rimostranze, era partita una macchina con 500 tamponi diretta a Locri, ma misteriosamente non è mai arrivata. Oltre ai tamponi si è persa anche la macchina».
Per il sindaco «È veramente difficile combattere questa guerra senza i presidi sanitari minimi e soprattutto senza poter effettuare i controlli su persone che per protocollo devono essere sottoposte a verifica. Continuiamo a rimanere a casa sapendo che questa è l’unica arma di difesa che possiamo utilizzare per evitare la diffusione del coronavirus anche nella Locride».
Intanto il comitato civico “Difendiamo l’Ospedale” ha cercato di richiamare l’attenzione di tutti i soggetti, che hanno competenza in merito, sulle difficoltà che il nosocomio di Locri presenta per far fronte all’emergenza Covid-19. «Non conosciamo, o conosciamo male, quale sia il percorso del paziente sospetto Covid-19 che arriva in ospedale – afferma il presidente Bruna Filippone – Il fatto che il virus possa infettare gli ospedali è testimoniato da quanto già accaduto in altre realtà. Abbiamo avuto un pò di tempo in più per organizzarci, non disperdiamolo».
