lunedì,Ottobre 26 2020

Madalina Pavlov, nel prestito di un libro l’indizio per arrivare alla verità?

La chiave del caso potrebbe essere un misterioso libro che qualcuno le aveva prestato. Dopo otto anni, la morte della giovane attende giustizia. Le testimonianze delle amiche

Madalina Pavlov, nel prestito di un libro l’indizio per arrivare alla verità?

Otto anni da quel 21 settembre del 2012, il giorno in cui la 21enne romena Madalina Pavlov veniva trovata morta ai piedi di un palazzo in via Buozzi a Reggio Calabria. Otto anni di interrogativi, di false piste, di bugie e di non detti. Soprattutto otto anni che non sono stati in grado di fornire risposte a chi, dalla madre alle persone che come lei la amavano, continua ad interrogarsi sul perché di una morte senza alcuna spiegazione.

Il libro misterioso

Indagini in corso per istigazione al suicidio, come se qualcuno avesse spinto Madalina a buttarsi da quel palazzo. Nessuna notizia di archiviazione al momento. A fare capolino nella vicenda un libro. Un misterioso libro che qualcuno aveva prestato a Madalina. Si tratta di una copia di “Lettera a mio figlio sulla felicità” di Sergio Bambarén. Centra forse l’Australia, il luogo in cui Madalina voleva recarsi, poiché si tratta di un autore peruviano naturalizzato australiano? Oppure l’amore per i viaggi e la scoperta, la curiosità come quella che la giovane aveva di scoprire il mondo, ed il suo desiderio di andare lontano? O c’è altro? E, soprattutto, chi aveva prestato il libro a Madalina?

Rita: «Madalina era l’amica di tutti»

Oltre allo sgomento, all’incredulità, Madalina ha lasciato un vuoto immenso nella vita delle persone che la conoscevano e tra le sue amiche. «Molto spesso penso che vorrei averla qui, per poterle parlare, confrontarmi, abbracciarla, ridere insieme. Era un amica vera, come poche, pronta ad aiutare il prossimo. E sicuramente, ovunque lei sia , starà vegliando su tutti noi». Così Rita che, a proposito della morte, aggiunge «Dopo 8 anni, siamo ancora in attesa di risposte. Chi la conosceva veramente, sa che lei non si sarebbe mai potuta togliere la vita. Quello che ci domandiamo tutti è: perché si sono sentiti in dovere di toglierle la vita? Perché ancora non si è scoperto dove fosse andata dopo aver incontrato il suo ex fidanzato? Perchè nessuno l’ha vista quando entrata in quel palazzo? Nessuno ha visto e sentito nulla? Domande, solo domande, che ci poniamo. Ci hanno strappato un pezzo di noi, lei era l’amica di tutti. Quello che chiediamo è che si faccia giustizia. Porterò dentro di me, ogni singolo momento, attimo vissuto con lei. Una parte del mio cuore le apparterrà sempre».

Il dubbio di Paola

E poi c’è Paola, l’altra amica del cuore di Madalina che, in una lettera ideale, le scrive: «Un’amica è per sempre e tu per me lo sei ancora, anzi oggi più che mai. Oggi che non usciamo più assieme, oggi che non ascolti più le mie lamentele al telefono, oggi che le nostre vite sono cambiate e tu chissà dove sei e chissà cosa stai facendo. Otto anni sono tanti troppi per pensare che non sei qui con noi. Con me! Un tempo davo per scontato che saremmo state assieme per molti anni, che avresti conosciuto la mia famiglia e che saresti diventata la zia di mio figlio. Quel tempo purtroppo è passato e mi ritrovo qui a pensarti e a scriverti, a immaginarti tra gli angeli in festa e a sperare che lì tu stia meglio.

Qui non si sta bene: sorrido, certo, continuo a fare tutto ciò che facevo prima e lo faccio anche con tanto entusiasmo; ma mi manchi: mi mancano le tue dolci parole di conforto, i tuoi stupidi scherzi e le nostre litigate, mi mancano le tue battute e le tue improvvisate. Mi manca proprio tutto di te e se solo potessi rinunciare a un giorno della mia vita per abbracciarti anche per un istante non ci penserei due volte. Ti voglio bene. Amica mia per sempre».

Oltre al dolore che se si porta dietro da otto anni, Paola ha un dubbio che la logora. «Il mio dispiacere più di tutti è non essere stata lì con lei poiché ero a Napoli. Negli anni tante domande mi sono posta senza nessuna risposta. “Se fossi stata lì forse non sarebbe successo” mi dico. “Se quella telefonata non si fosse interrotta forse avremmo parlato di più”».

Domande senza risposte adesso. E anche Paola manifesta perplessità sulla dinamica della morte dell’amica: «Non credo si sia suicidata. Amava la vita amava tutti. Era una ragazza troppo splendida buona con tutti. Solare e piena di vita. Non andava a suicidarsi in un palazzo delle bene di Reggio. È impossibile. E sento che si sta avvicinando questo maledetto giorno ed è straziante. Io non riesco a capacitarmi come non si riesca ad arrivare alla verità. O forse si, forse il palazzo è la gente che ci vive è “troppo importante” e Madalina era solo una ragazza straniera».