mercoledì,Giugno 29 2022

Inchiesta Unirc, «O ti allinei o ti ammazzo»: i metodi intimidatori contro chi si ribellava

Dalle intercettazioni emerge uno spaccato per i giudici «imbarazzante» che vede Rettore Catanoso e docente selezionare consapevolmente «due cessi» ai danni di elementi meritevoli

Inchiesta Unirc, «O ti allinei o ti ammazzo»: i metodi intimidatori contro chi si ribellava

«…Guarda di essere allineato pure nelle parole perchè se sbagli pure a parlare ti ammazzo». Sono spaccati di una realtà che si fa fatica a credere quelli che emergono dalle carte dell’Inchiesta Magnifica che ha smascherato il presunto sistema che gestiva l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Ma queste parole dell’allora Rettore Pasquale Catanoso mettono in luce un modus operandi che, secondo l’accusa, andrebbe oltre il favoritismo e clientelismo adoperato nei concorsi.

I metodi

Il 26 ottobre 2018 in ambientale nell’ufficio del Rettore Catanoso viene captata una conversazione con il docente Ferrara e l’attuale rettore Zimbone (che subentrerà nella funzione direttiva in data 15 novembre 2018), incentrata sul tema della nomina dei professori di I e Il fascia all’interno del Digies. Catanoso racconta ai presenti di essere stato contattato quella mattina da D’Amico Giovanni, e di averlo avvisato che gli conviene «allinearsi alla sua volontà, cioè di sostenere le sue decisioni e agire in conformità alle stesse, poiché la prossima occasione professionale sarà a lui destinata: ‘stamattina mi ha telefonato D’Amico gli ho detto D’Amico vedi che la prossima cosa è per te – ‘no ma io sono allineato- gli ho detto allora guarda di essere allineato pure nelle parole perchè se sbagli pure a parlare ti ammazzo quindi ma la è un problema mio personale quindi allora questo è il caso di usare il termine che mi da fastidio e che non uso mai ma non si fanno prigionieri cioè calci in culo a tutti (. mc.le..] non devono comparire manco davanti (si accavallano le voci non solo gli cacciamo tutto, gli cacciamo pure i due, perchè Tropea e Mazza sono con noi, ora noi li chiamiamo e sono pure contenti!».


Una conversazione che lascia poco margine all’interpretazione e che il giudice ritiene «sconcertante e a dir poco imbarazzante, vocando ben altri metodi di condizionamento. Il D’Amico, professore di diritto privato, doveva allinearsi, cioè non doveva ostacolare il suo progetto, che serviva a garantire la progressione dei prescelti. Il Catanoso aveva fatto capire al collega che doveva fare attenzione anche alle parole che utilizzava e che in caso contrario avrebbe perso tutto. Bisognava favorire, come emerge dalla viva voce del Catanoso, Tropea e Mazza perché ritenuti vicini al loro gruppo».

Per il pubblico ministero il Rettore fa riferimento a Tropea ed a Mazza, che saranno «chiamati, ossia nominati professori, rispettivamente ordinario e associato (ciò che effettivamente è avvenuto) e che, pertanto, ‘saranno con loro’, cioè andranno ad accrescere la cerchia dei sostenitori della gestione rettorale in essere. Tale considerazione assume molta rilevanza nell’ottica più generale della reciprocità del supporto e del continuo scambio di utilità professionali ed economiche che gli indagati si assicurano l’un l’altro». Queste dinamiche per gli inquirenti rappresentano «il meccanismo funzionamento della gestione domestica e clientelare dell’Ateneo reggino».

Le intercettazioni

Nella medesima giornata è stata captata un’altra conversazione nella stanza del Rettore Catanoso con il Direttore del Digies. Catanoso ed Ferrara esprimono dei giudizi negativi sui ricercatori presenti nel dipartimento Digies, ritenendoli non validi sul piano professionale

Ferrara Massimiliano: lo so quindi quei ricercatori che abbiamo Pasquale sono tutte carte lisce è Inutile parliamoci chiaro.

Gli indagati mostrano la «consapevolezza della scarsa capacità professionale di quei ricercatori che verranno invece inquadrati come associati in ragione di impegni e promesse antecedenti. In altri termini, le persone che beneficeranno delle progressioni professionali, lo faranno immeritatamente grazie a promesse ricevute in precedenza, dalle quali il Rettore ed il Direttore non intendono discostarsi realizzando condotte abusive. Sono loro stessi a ritenere che dovrebbero piuttosto essere chiamate persone valide esterne».

Ferrara Massimiliano: quelle sono le persone giuriste che devi chiamare perché sono persone che hanno un curriculum
Catanoso Pasquale: questi sono fuoriclasse
Ferrara Massimiliano: fuoriclasse
Catanoso Pasquale: quelli che hai nominato tu erano pezzi di clientela che ha pagato Ciccarello per fare la facoltà
Ferrara Massimiliano: che
Catanoso Pasquale: Ora uno queste cose le deve pure capire
Ferrara Massimiliano: e lo so lo so

Ma per i giudici esiste un sistema che va oltre le promesse perché «come è emerso dalle intercettazioni captate nel periodo dell’elezione del nuovo Rettore, i favoritismi e le relative promesse rappresentano anche la base del supporto elettorale».

Zimbone Marcello: Io l’unica cosa che ti sto dicendo è che stiamo, andando inopportunamente!
Ferrara Massimiliano: E che colpa ne ho io?
Zimbone Marcello: Ma perchè io che colpa ho?
Ferrara Massiniliano: Eh, sto pagando colpe, e da tanti punti di vista.
Zimbone Marcello: va beh, Tutto qua.
Ferrara Massimiliano: cl, ch.
Zimbone Marcello: Quindi dobbiamo. pazienza, ormai.
Ferrara Massimiliano: E che devo fare..
Zimbone Marcello: Ormai è andata cosi..
Ferrara Massimiliano: Che devo fare, ormai ha gli impegni presi. Non capisco da che co…perchè..va beh! Comunque, lo vogliamo fare e stiamo prendendo due cessi eh! È inutile che Pasquale mi dice che sono fuoriclasse!

Assunti «due cessi»

Ferrara in diverse occasioni puntualizza che se avesse avuto libertà di azione avrebbe fatto una selezione del tutto diversa ma emerge anche che egli non può sottrarsi «alle logiche clientelari e di favoritismi attuati dal sistema Catanoso prima e Zimbone poi, anche per mantenere e consolidare la sua posizione nell’Ateneo. Non vi è diversa interpretazione alternativa, Anche tale conversazione, ad avviso di questo giudice, è disarmante. Il sistema ha assunto determinate
decisioni, non può rivederle anche se i prescelti sono considerati in un certo modo. L’espressione “stiano prendendo due cessi” veramente non ha bisogno di commenti (è la viva voce qualificata del Ferrara a far emergere tale aspetto). È veramente grave che il reclutamento debba seguire logiche clientelari, di favoritismo e lasciare i più meritevoli fuori dal mondo accademico».

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