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Bilanci falsati a Reggio, udienza rinviata per Arena e altri 6 indagati. Il Comune non è ancora parte civile

L'inchiesta partita da una denuncia di Demetrio Naccari Carlizzi. Che ora potrebbe entrare nel processo come parte civile

Bilanci falsati a Reggio, udienza rinviata per Arena e altri 6 indagati. Il Comune non è ancora parte civile

Slitta ancora l’udienza preliminare nei confronti dell’ex sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena e di altri 6 indagati nell’inchiesta sui bilanci falsati a Palazzo San Giorgio.

L’udienza preliminare è stata rinviata al 18 settembre per legittimo impedimento dell’indagato Enzo Cuzzola, attuale dirigente del bilancio della Città Metropolitana.

L’accusa

Per loro la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Accusati, in concorso «di aver fornito false rappresentazioni dei dati contabili del Comune di Reggio Calabria. Determinando l’approvazione dei bilanci di previsione dell’ente per gli anni 2011 e 2012. Nonché l’approvazione del rendiconto di gestione per gli anni 2010, 2011 e 2012».

L’inchiesta

Secondo quanto è emerso dall’inchiesta, gli indagati avrebbero «certificato infedelmente dati contabili per l’annualità 2011 e determinato una alterazione del risultato di amministrazione per gli anni 2010, 2011 e 2012 per un importo di 21.517.896,23 euro». L’attività di indagine è nata da una denuncia di Demetrio Naccari Carlizzi. 

Parti civili

Al momento, il Comune non risulta costituito parte civile. Una posizione che, però, potrebbe certamente cambiare essendo Palazzo San Giorgio nei termini per avanzare richiesta. Ma a sparigliare le carte potrebbe essere proprio Naccari Carlizzi che, da parte offesa, potrebbe decidere eventualmente di avanzare richiesta di costituzione di parte civile. 

Il fatto

È una vicenda che, per quanto ormai datata, ha avuto per lungo tempo ricadute sulla salute delle casse dell’ente. E, di conseguenza, sui servizi forniti alla cittadinanza. Un danno per la collettività determinato dal perseverare nella non iscrizione a bilancio di poste debitorie.

Scelte che, secondo la Procura della Repubblica, non solo avrebbero alterato i bilanci di previsione e consuntivi ma avrebbero determinato la scelta di non dichiarare il dissesto dell’ente. Generando una permanenza della massa debitoria sulle spalle dei contribuenti reggini.

Per gli inquirenti gli indagati «apponevano il proprio visto di regolarità tecnica e contabile, assunti anche con il parere favorevole dei componenti del Collegio dei Revisori. I quali esprimevano “un motivato giudizio di congruità, di coerenza e di attendibilità contabile delle previsioni di bilancio …..”. Dichiaravano, con riferimento al bilancio di previsione 2011, la congruità degli stanziamenti previsti. E rendevano parere favorevole all’approvazione del documento contabile consapevolmente omettendo di rilevare i gravi ed evidenti artifici contabili. Rappresentavano dati contabili in modo erroneo».

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