«L’incendio dei rotoli di erba sintetica che bisognava posizionare per ultimare i lavori al campetto di calcio di Catona, alla periferia nord della città, non è da ricondurre al gesto sconsiderato da qualche balordo, ma alla mano della criminalità che non gradisce il progresso. Quella è opera della ’ndrangheta». Mimmo Nasone, referente di Libera Reggio Calabria, tuona dalle telecamere di LaC e non usa mezzi termini. Ospite del format Dentro la Notizia condotto da Pier Paolo Cambareri, Nasone lancia un appello alla collettività: bisogna reagire e metterci la faccia, perché i mafiosi vogliono il silenzio e l’emarginazione della gente per bene.

Un monito che ha trovato piena sponda nel sindaco della Città metropolitana, Giuseppe Falcomatà, anche lui ospite della puntata insieme al presidente del Consiglio Enzo Marra. Con l’inviata Rossella Galati, entrambi hanno messo infatti il dito nella piaga di una «ferita ancora sanguinante», così come l’ha definita lo stesso Falcomatà in cui permangono tuttora i sentimenti di «rabbia e amarezza». Una ferita che potrà essere rimarginata non semplicemente riacquistando il materiale andato in fumo né continuando a manifestare solidarietà o vicinanza all’amministrazione comunale attraverso messaggi, telefonate o comunicati stampa, ma partecipando attivamente alla manifestazione organizzata dell’istituto comprensivo di Catona e dalla parrocchia allo scopo di lanciare un segnale netto, di contrapposizione a chi ha dato fuoco alla speranza dei giovani e giovanissimi. Proprio ai ragazzi era infatti destinata quella struttura.

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