Il giovane, conseguita la laurea in Scienze geofisiche per il rischio sismico, qualche anno fa aveva deciso di tornare nella sua città, Kermanshah, a circa 500 chilometri da Teheran. Lì protestando per la libertà e contro il regime islamico degli Ayatollah ha perso la vita qualche giorno fa
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Dolore e sgomento raggiungono anche Massina e lo Stretto per quanto avvenuto in Iran, in particolare a Dareh Deraz, durante le proteste contro il regime islamico degli Ayatollah. Il giovane Yasin Mirzaei, laureatosi all'Università di Messina, è rimasto vittima di un proiettile nel distretto di Kermanshah (Kurdistan iraniano), mentre partecipava alle manifestazioni contro il regime.
Il giovane, conseguita la laurea in Scienze geofisiche per il rischio sismico, qualche anno fa aveva deciso di tornare nella sua città, Kermanshah, a circa 500 chilometri da Teheran. Lì protestando per la libertà ha perso la vita.
«L’Università degli Studi di Messina esprime la propria vicinanza e solidarietà alla comunità studentesca iraniana dell’Ateneo, che sta vivendo ore di forte apprensione e sofferenza, acuite dalla difficoltà di contattare familiari e amici in Iran, con gravi ripercussioni sul benessere personale e sulla serenità del percorso accademico. In questo contesto, l’Ateneo esprime, inoltre, profondo cordoglio per la scomparsa in Iran di un giovane Yasin Mirzaei che aveva frequentato l’Università di Messina, un evento che colpisce e addolora ancor di più l’intera comunità accademica», si legge nella nota dell’università di Messina che assicura tutto il supporto possibile alla comunità studentesca iraniana così profondamente colpita.
«In queste giornate, l’Ateneo intende trasformare la solidarietà in azioni concrete e sostiene il messaggio di vicinanza espresso dalle rappresentanze studentesche e le iniziative di sensibilizzazione promosse in città, nel rispetto dell’autonomia e della libertà di espressione della comunità universitaria».

