Il dirigente della Mobile di Milano Alfonso Iadevaia racconta l’inchiesta Doppia Curva: affari, pizzo, successioni e omicidi rivelano un sistema con legami profondi con la Calabria. Il monito dell’investigatore nel podcast di Chora Media “Le mani sulla città”: «La mafia ti mangia dal di dentro»
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Un flusso milionario di denaro sporco, un'altalena mortale di omicidi e tradimenti, e l'ombra pesante della Calabria mafiosa che da mezzo secolo allunga le mani su Milano. Non è la trama di un romanzo noir, ma la radiografia di San Siro tracciata da Alfonso Iadevaia, dirigente della Squadra Mobile di Milano dalla primavera del 2024. La testimonianza di Iadevaia è apparsa nel podcast di Chora Media “Le mani sulla città” che racconta l’opa della ’ndrangheta sul capoluogo lombardo. Oggi, a due anni dall’omicidio di Antonio Bellocco che ha portato a svelare le trame criminali nelle curve di San Siro, il suo dialogo con Piero Colaprico illumina angoli bui di quella storia.
Con un passato trascorso in prima linea in Calabria tra Catanzaro e Reggio Calabria a occuparsi di narcotraffico e criminalità organizzata, al suo arrivo a Milano Iadevaia si imbatte in un'indagine apparentemente legata al tifo violento che in realtà nasconde un sistema mafioso tentacolare.
La metamorfosi: «Una vera e propria organizzazione criminale»
Quando Iadevaia assume la guida della Mobile di Milano, l’indagine sull’omicidio del leader ultras interista Vittorio Boiocchi (ucciso nel 2022) si sta trasformando in qualcosa di molto più complesso e profondo. Le sue parole descrivono una realtà in cui la passione sportiva è solo uno schermo per coprire enormi profitti illeciti: «L'indagine sull'omicidio di Vittorio Boiocchi si era trasformata in un'indagine diversa. Era venuto praticamente fuori che i vertici della curva, lungi dall'esercitare solo una sana attività di sostegno alla squadra, in realtà lucravano su tutta una serie di attività: dalla vendita dei biglietti al merchandising, piuttosto che nella gestione dei parcheggi».
La fotografia che si presenta agli investigatori è netta. Non si parla più di semplici frange violente di tifosi, ma di una struttura con dinamiche imprenditoriali e gerarchie mafiose: «Quello che trovo io quando arrivo nella primavera del 2024 alla Squadra Mobile di Milano sono le risultanze di un'indagine che fotografano praticamente un tifo organizzato trasformato in una sorta di organizzazione criminale, anzi in una vera e propria organizzazione criminale che ha messo su una serie di affari illeciti».
Il caso dei parcheggi: il pizzo da 4.000 euro e l'ombra di Giuseppe Calabrò
Se c'è un settore in cui emerge chiaramente la continuità storica della 'ndrangheta a Milano, questo è la gestione dei parcheggi attorno allo stadio "Giuseppe Meazza". Iadevaia illustra come il racket delle strisce di asfalto non sia un fenomeno recente, ma il filo conduttore di una presenza criminale cinquantennale: «Ciò che le indagini hanno accertato, e poi confermato anche con le dichiarazioni della vittima Gerardo Zaccagni, che aveva appunto la gestione dei parcheggi, era emerso ed è pacifico: Zaccagni pagava mensilmente una quota di 4.000 euro per garantirsi la “tranquillità ambientale” nella gestione dei parcheggi».
A riscuotere materialmente questo pizzo mensile era un uomo chiave dell'inchiesta, Caminiti. Ma Caminiti non agiva da solo. Alle sue spalle si stagliava l'ombra di un "gigante" della criminalità organizzata lombarda: «Caminiti a sua volta beneficiava della protezione, beneficiava della copertura di un'altra figura storica e chiave della 'ndrangheta in Lombardia, quel Giuseppe Calabrò, recentemente arrestato perché condannato in primo grado all'ergastolo per il sequestro Mazzotti».
Il riferimento a Giuseppe Calabrò e al drammatico sequestro e omicidio della giovane Cristina Mazzotti (avvenuto negli anni '70) non è un dettaglio da poco. Per il capo della Squadra Mobile, rappresenta l'anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova mafia del Nord: «Evidentemente proprio il coinvolgimento di Calabrò nel sequestro e l'omicidio poi di Mazzotti è la plastica ed evidente dimostrazione della presenza storica, atavica della 'ndrangheta in Lombardia».
Iadevaia sottolinea come l’organizzazione criminale si sia evoluta nel tempo, pur mantenendo salde le sue radici e la sua capacità intimidatoria: «La presenza storica e atavica della ’ndrangheta in Lombardia, dal tempo dei sequestri di persona e delle rapine, si è trasformata. [...] Oggi la criminalità organizzata al Nord opera sempre più come un'agenzia di servizi illeciti».
La faida per la successione e il "blasone" dei Bellocco
La morte di Vittorio Boiocchi nel 2022 apre un vuoto di potere immediato all'interno della curva nord nerazzurra. «Si apre la corsa alla successione», racconta Iadevaia. Da un lato ci sono Andrea Beretta e Marco Ferdico, dall'altro lo storico gruppo dei "Hammerskin", guidato da Domenico Bosa e spalleggiato da esponenti di peso della famiglia mafiosa dei Morabito.
È a questo punto che l'equilibrio dello stadio si intreccia con i vertici della 'ndrangheta di Rosarno. Per arginare i Morabito, Beretta e Ferdico stringono un’alleanza con Antonio Bellocco, esponente di punta di uno dei clan più potenti della Calabria reggina.
Arrivato a Milano nell'autunno del 2022, Antonio Bellocco mette subito in chiaro chi sia e quale sia il peso del suo cognome: «In una conversazione emblematica che viene intercettata, lui mette sul tavolo tutto il peso mafioso, tutto il blasone della sua famiglia. Si presenta come figlio di una donna, Aurora Spanò, ormai in carcere da oltre 25 anni e detenuta al 41-bis, una delle donne di mafia più famigerate».
Bellocco non cerca un'alleanza paritaria; impone la sua legge con minacce di morte esplicite ai suoi stessi soci: «Lui cala subito sul piatto della bilancia tutto il peso e il blasone della sua famiglia e soprattutto avverte quelli che saranno i suoi soci per il futuro, Beretta e Ferdico, che ovviamente un suo tradimento sarebbe stato punito in maniera gravissima, fino ad arrivare a minacciarli di morte, di ammazzarli, qualora fosse stato tradito».
La guerra del merchandising e il complotto sventato
L'alleanza criminale, tuttavia, mostra presto le sue crepe. I Bellocco alzano il tiro, pretendendo sempre più risorse economiche da destinare anche alla famiglia in Calabria. Il terreno di scontro principale diventa il merchandising della curva (magliette, felpe e gadget), un canale di guadagno formidabile che Andrea Beretta considera una sua personale "creatura".
«Beretta resiste, rivendica fortemente il suo diritto ad avere la maggior parte degli introiti sul merchandising, perché lo rivendica quasi tutto per sé, come una sua creatura. [...] Su questo terreno si consuma l'ennesima frattura».
Isolato da Ferdico, che decide di schierarsi con Bellocco, Beretta diventa un bersaglio. I suoi ex soci decidono di eliminarlo e iniziano a pianificare l'omicidio nei minimi dettagli, reclutando come esca Daniel D'Alessandro, un tifoso fino ad allora considerato di secondo piano.
«D'Alessandro comincia a diventare sempre più centrale perché Bellocco e Ferdico lo coinvolgono in questo progetto, sfruttando evidentemente il suo rapporto con Beretta. Daniel D'Alessandro viene considerato la persona giusta per fare da esca e per attirare Beretta in qualche trappola per poi portare a termine il suo assassinio».
Ma la logica di solidarietà della curva finisce per far saltare il piano dei boss. Durante una baruffa all'inizio del campionato 2024-2025, D'Alessandro viene isolato dal gruppo degli ultras e l'unico a difenderlo è proprio Andrea Beretta. Un gesto che spinge D'Alessandro a confessare tutto: «Questo gesto induce D'Alessandro a svelare a Beretta i progetti omicidiari ai suoi danni. [...] Gli racconta i progetti dal di dentro, spiegando come sarebbe dovuto avvenire il suo omicidio, come dovevano attirarlo in trappola, e Beretta si rende conto di quello che stava rischiando».
La furia di Cernusco e il ciclo della violenza
Il 4 settembre 2024 la trappola sembra scattare. Antonio Bellocco va a prendere Beretta fuori da una palestra a Cernusco sul Naviglio. Beretta, ormai a conoscenza del piano per ucciderlo, sale a bordo della Smart di Bellocco convinto che stia per essere eliminato.
«È in quel momento che Beretta pensa che la sua morte si stia avvicinando, che i suoi ex compagni di viaggio siano veramente determinati ad ammazzarlo, ed è lì che scatena la sua rabbia, la sua furia omicida, ammazzando Antonio Bellocco con diverse coltellate».
Dopo l'omicidio e il successivo arresto, Beretta, terrorizzato dalla vendetta del clan Bellocco, compie la scelta decisiva: collaborare con la giustizia. Le sue confessioni svelano che era stato lui stesso a progettare l’omicidio di Vittorio Boiocchi nel 2022, avvalendosi di Ferdico, del suocero di quest'ultimo (Simoncini, giunto appositamente dalla Calabria) e dello stesso D'Alessandro.
Iadevaia individua in questa catena di sangue una dinamica tipicamente mafiosa applicata al mondo dello stadio: «Questa sorta di ciclo che porta i leader ad assurgere al comando con un atto di forza, con un omicidio, per poi cedere il comando rimanendo a loro volta vittime di un omicidio... è la dimostrazione più plastica e più evidente di come la curva dell'Inter si fosse trasformata in tutto e per tutto in un'organizzazione criminale, caratterizzata da dinamiche del tutto simili a quelle di una ’ndrina o di una famiglia mafiosa».
«La mafia ti mangia dal di dentro»
L'indagine "Doppia Curva" ha messo a nudo anche le gravi inadeguatezze organizzative delle due società calcistiche milanesi, Inter e Milan, incapaci di intercettare e prevenire tali infiltrazioni. Ma per Alfonso Iadevaia, la lezione più grande riguarda l'intera economia del Nord, troppo spesso tentata dal fare affari con i clan per convenienza immediata: «Mi fa comodo andare a braccetto con la criminalità organizzata perché in quel momento mi conviene, mi aiuta a portare a termine i miei progetti economici. Però, come succede altrove, poi la criminalità organizzata ti mangia dal di dentro. Dentro quello che ti dà con una mano, te la riprende con l'altra... anzi, te la riprende con gli interessi, fino a distruggerti».




