Si è conclusa l’udienza davanti al Tribunale Federale Nazionale relativa al ricorso presentato dalla Reggina contro il Messina.

Presso la sede romana del TFN, le parti hanno esposto le rispettive posizioni davanti ai giudici federali. Al centro della controversia c’è la regolarità di alcuni atti federali riconducibili alla società peloritana.

Secondo la ricostruzione sostenuta dal club amaranto, il Messina sarebbe stato iscritto al campionato e avrebbe successivamente sottoscritto diversi contratti con i propri tesserati attraverso un amministratore colpito, in quel periodo, da un provvedimento di inibizione ancora in corso di esecuzione.

Una circostanza che, secondo la Reggina, renderebbe nulli gli atti prodotti e comprometterebbe la validità dell’intero iter federale.

Per la società dello Stretto erano presenti il presidente Virgilio Minniti, il direttore generale Praticò e l’avvocato Sbarbaro, chiamati a sostenere una tesi che punta direttamente all’esclusione del Messina dal campionato di Serie D.

Sul fronte peloritano hanno preso parte all’udienza il presidente Justin Davis, il socio Morris Pagniello e l’avvocato Eduardo Chiacchio.

Presenze significative anche quelle del presidente del Savoia, Nazario Matachione, e dell’avvocato Nostro, intervenuti in rappresentanza delle società Acireale e Sancataldese.

Adesso tutta l’attenzione si sposta sul dispositivo del Tribunale Federale Nazionale, atteso nelle prossime ore.