«Una situazione di gravissima inciviltà e di profonda mancanza di rispetto per la dignità dei defunti e per il dolore delle loro famiglie». È la denuncia arrivata alla nostra redazione dalla figlia di una donna deceduta lo scorso 2 luglio a Villa San Giovanni. La famiglia chiede chiarezza sulla gestione del cimitero comunale e, soprattutto, una soluzione definitiva per la sepoltura della congiunta.

Secondo quanto riferito dalla figlia, a quasi due mesi dalla morte, la madre non avrebbe ancora trovato una sistemazione definitiva. La salma sarebbe stata collocata provvisoriamente in una saletta del cimitero, in attesa della disponibilità di un loculo o di uno spazio per la sepoltura.

Quella che avrebbe dovuto essere una soluzione temporanea, però, si sarebbe protratta per settimane, diventando per i familiari un'ulteriore fonte di sofferenza. È la stessa figlia a descrivere le condizioni della saletta: «Come se la perdita e il lutto non fossero già sufficientemente dolorosi – scrive nella segnalazione – il corpo di mia madre è stato provvisoriamente “parcheggiato” all'interno di una saletta cimiteriale versante in condizioni fatiscenti».

Alla base della situazione, secondo la ricostruzione della famiglia, ci sarebbe una carenza di loculi e posti disponibili all'interno del cimitero comunale. Una criticità che, sempre secondo la denuncia, potrebbe riguardare anche altre famiglie e che solleva interrogativi più ampi sulle condizioni delle strutture e sulla gestione degli spazi destinati alle sepolture.

«Un dolore che si aggiunge al dolore»

Per i familiari non si tratterebbe, dunque, soltanto di una questione amministrativa. La permanenza della salma in una sistemazione provvisoria viene vissuta come un'ulteriore fonte di sofferenza in un momento già segnato dal lutto.

«Trovo intollerabile – afferma la figlia – che nel Comune di Villa San Giovanni non si riesca a garantire un diritto umano primario quale il riposo eterno in condizioni di decoro e rispetto».

La donna lamenta inoltre una risposta che, a suo giudizio, sarebbe tardiva da parte degli uffici competenti e dell'amministrazione comunale. Da qui la decisione di rendere pubblica la vicenda e chiedere un intervento per individuare una soluzione definitiva.

L'appello al Comune

«Chiedo venga fatta luce su questa situazione per rompere il muro di indifferenza attorno a questa vicenda – conclude la signora – affinché le autorità competenti e l'amministrazione comunale intervengano con la massima urgenza per restituire a mia madre la dignità che le è dovuta».