Accolto il ricorso dei legali Luppino e Tripodi e ribaltata la decisione d’appello
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La Suprema Corte di Cassazione
Accogliendo integralmente il ricorso presentato dai legali di fiducia del professionista, gli avvocati Luigi Luppino e Domenico Tripodi, la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedentemente emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria. La Suprema Corte ha statuito che «il fatto non costituisce reato». Ponendo la parola fine a un lungo calvario giudiziario. Si chiude, così, definitivamente, con il riconoscimento della piena estraneità ai fatti, la vicenda giudiziaria che ha interessato il commercialista eufemiese, coinvolto nel procedimento penale denominato «Eyphemos».
La vicenda ha visto un ribaltamento di decisioni che sottolinea la complessità del caso: in primo grado, davanti al Tribunale di Palmi, il dott. Cuppari era stato pienamente assolto dalle gravi accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. La Corte di Appello di Reggio Calabria, su gravame proposto dalla Procura, aveva riformato la sentenza di primo grado, giungendo a una sentenza di condanna. Con la pronuncia odierna, i giudici di legittimità hanno cancellato gli effetti della sentenza di appello, ripristinando la verità processuale e confermando la correttezza dell’operato del professionista. Con questa sentenza irrevocabile, il dott. Gregorio Cuppari esce definitivamente da ogni contestazione, vedendo riconosciuta la propria onestà e il corretto esercizio della propria attività professionale.

