È cominciata l’era Sirna a Reggio Calabria. Il nuovo questore della città dello Stretto si è insediato ufficialmente questa mattina, succedendo a Salvatore La Rosa con il quale ha in comune i natali essendo entrambi nativi del messinese. Dunque un nuovo questore dello Stretto per Reggio Calabria che in realtà è un ritorno

«A Reggio – ha detto Paolo Sirna incontrando la stampa in Questura - ho iniziato la mia attività lavorativa nella Polizia di Stato e sono arrivato qua nel luglio del 1989. Era una Reggio Calabria nella morsa della faida mafiosa che attraversava quei tempi, e poi con la grande piaga dei sequestri di persone. Ovviamente parlo di tutta la provincia, non soltanto della città. Quindi è una Reggio molto diversa quella che trovo adesso. Anche dal punto di vista logistico la Polizia di Stato è sicuramente migliorata. Noi all'epoca lavoravamo in via Santa Caterina e poi accanto a un accampamento. Insomma in una situazione di precarietà, ma le cose sono sicuramente migliorate».

Paolo Sirna, originario di Capo D’Orlando, nel 1988 è entrato nei ruoli direttivi della Polizia di Stato, dirigendo le Sezioni Catturandi e Omicidi della Squadra Mobile di Reggio Calabria. Nel 2015 ha diretto la Questura di Matera e, dal 2019, quella di Foggia, per poi assumere l’incarico di Direttore dell’Ufficio Analisi della Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza presso il Ministero dell’Interno. Successivamente ha ricoperto l’incarico di Questore di Catanzaro e, da ultimo, di Torino.

«Sia a Catanzaro che a Torino mi sono trovato molto bene, sono state delle esperienze belle che voglio ripetere anche qua. Torino è una realtà completamente diversa da quella di Reggio Calabria e dallo sgombro di Askatasuna passando per l’espulsione dell’Imam e l’arresto di Al Mastri e finendo con l’assalto alla redazione de La Stampa, sono successe delle cose veramente molto importanti che mi hanno irrobustito, che mi hanno impreziosito e di questo devo dire grazie non soltanto a chi ha lavorato all'interno della Polizia di Stato ma anche a tutti gli altri attori istituzionali con cui questi risultati sono stati conseguiti».

Insomma di tempo ne è passato dal primo incarico a Reggio Calabria, e Sirna non fa mistero della necessità della collaborazione tra le forze dell’ordine e la magistratura per contrastare l'evoluzione del quadro della criminalità organizzata in città e in provincia.

«Senza dubbio la criminalità organizzata, e la lotta al crimine in generale, costituisce sempre la priorità nel lavoro delle forze dell'ordine e quindi anche della Polizia di Stato. Adesso va accompagnata la sinergia istituzionale, perché qualsiasi obiettivo che si prefigga di far migliorare la convivenza civile e il benessere dei cittadini passa attraverso il funzionamento delle istituzioni. Le istituzioni da sole non possono realizzare questo obiettivo se non lavorando sinergicamente quindi mi adopererò andandoli a trovare immediatamente con tutti i vertici istituzionali per offrire tutta la mia collaborazione proprio in questa direzione».

Per il nuovo questore, come per l’ormai ex La Rosa, la polizia di prossimità è la polizia del presente, e sarà anche la polizia del futuro, «perché viviamo in una condizione in cui siamo sempre più soli. Ci sono persone che vivono le loro vulnerabilità, le loro esigenze personali nella individualità più assoluta e mi riferisco proprio alle persone più fragili come gli anziani. Se la polizia vuole infondere sicurezza è proprio attraverso l’azione di prossimità e cioè stando vicino alla gente. Peraltro questo non è soltanto un motto della Polizia di Stato ma è anche l'azione quotidiana che deve ispirare il lavoro di ciascun poliziotto: essere a servizio delle persone ascoltando il prossimo ed essendo lì vicino. Quindi la prossimità è sicuramente lo strumento, la chiave di lettura del nostro lavoro».