Sdegno e solidarietà nella città del Reggino dopo che mani ignote hanno incendiato l'ingresso dello studio dello stimato professionista di medicina generale: «Purtroppo è successo anche ad altri colleghi»
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«Cerco di lavorare come ho sempre fatto, anche per i pazienti che hanno bisogno di un punto di riferimento».
Il dottor Aldo Ingegnere non si piega alla violenza e prosegue la propria “missione”.
Lo stimato medico di base che opera a Rosarno, conosciuto per la dedizione e competenza al servizio della collettività, di recente, si è trovato di fronte a un grave atto intimidatorio: il portone del suo studio è stato dato alle fiamme. Questo evento ha suscitato un'ondata di indignazione e solidarietà tra i cittadini, l’amministrazione comunale, l’ordine dei medici, l’Asp, tutti uniti nel condannare la violenza e nel difendere il fondamentale ruolo degli operatori sanitari. Purtroppo, migliaia di professionisti della salute ogni anno restano vittime di aggressioni, minacce e violenze, che non possono essere più tollerate. È indispensabile continuare a supportarli, affinché possano svolgere il loro lavoro senza timore e con la serenità che meritano.
«Purtroppo, ci sono stati anche altri colleghi che hanno subito situazioni simili – afferma ai nostri microfoni, il dottor Aldo Ingegnere -. Alle istituzioni chiedo di non lasciarci soli. Alcune volte nel lavoro quotidiano mi ritrovo che non posso fare tante cose per questioni burocratiche. Comunque, sono cambiate molte cose nella Sanità. Secondo me, si deve organizzare in modo migliore. E darci la possibilità di lavorare meglio, anche nel rispetto dei pazienti».


