Sette ristretti in regime di sorveglianza particolare si arrampicano sui muri e devastano il sistema dopo il blocco dei colloqui per un recluso. L’Osapp chiede interventi urgenti: «Quanto accaduto segna un punto di non ritorno»
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Escalation di violenza nel carcere di Arghillà a Reggio Calabria, dove, secondo quanto riferisce il sindacato Osapp, un gruppo di detenuti avrebbe assunto il controllo di una sezione dopo essere riuscito a impossessarsi delle chiavi, provocando una «devastazione violenta e sistematica» del reparto.
L'episodio sarebbe avvenuto dopo il blocco dei colloqui disposto nei confronti di un detenuto. In risposta al provvedimento, altri sette ristretti già sottoposti al regime di sorveglianza particolare previsto dall'articolo 14-bis dell'ordinamento penitenziario si sarebbero arrampicati sui muri dei passeggi, arrivando a distruggere l'intero impianto di videosorveglianza.
La situazione sarebbe poi ulteriormente degenerata. Secondo la ricostruzione del sindacato, un gruppo di detenuti è riuscito a sottrarre le chiavi della sezione, assumendo di fatto il controllo del reparto e dando vita alla devastazione.
Per l'Osapp, quanto accaduto si inserisce in un quadro interno già fortemente problematico. «A rendere ancora più critica la situazione – dice il sindacato – è un clima organizzativo interno da tempo segnato da tensioni, nodi gestionali irrisolti e un atteggiamento conflittuale verso il personale di Polizia penitenziaria, costretto a operare in condizioni psicofisiche insostenibili».
L'organizzazione sindacale parla di un episodio che rappresenterebbe un vero e proprio spartiacque nella gestione della sicurezza dell'istituto. «Quanto accaduto nelle ultime ore rappresenta il punto di non ritorno», dichiara Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell'Osapp. «Quando soggetti in regime di 14-bis riescono a sottrarre le chiavi e a devastare un'intera struttura – prosegue – significa che il sistema di sicurezza è totalmente collassato».
Da qui l'appello rivolto dal sindacato al governo, al ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ai quali l'Osapp chiede un intervento urgente per affrontare la situazione del carcere reggino.
Tra le richieste figura innanzitutto la «dichiarazione immediata dello stato di emergenza con adozione di un regime straordinario di contenimento e sicurezza», accompagnata da trasferimenti d'urgenza e dal massimo rigore nella gestione dei detenuti ritenuti più problematici.
L'Osapp sollecita inoltre «l'intervento straordinario del Gom», un'ispezione immediata e verifiche sui vertici dell'istituto. Il sindacato chiede infine una revisione complessiva dell'architettura di sicurezza, con la chiusura immediata dei regimi aperti e il ripristino di protocolli di tutela più rigidi per il personale della Polizia penitenziaria.

