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«Poteva essere la notte tra il 30 e il 31 ottobre u.s. il “giorno utile” per dire la parola fine all’incubo giudiziario che ha stravolto la mia esistenza e la serenità di tutta la mia famiglia ed allora in coincidenza con il giorno del mio 53mo compleanno, ma poi una strana fatalità, quale quella della richiesta di rinvio da parte di un legale e tutto è slittato di ulteriori 15 giorni. Mai un rinvio, dopo 8 lunghi anni di calvario giudiziario, è stato cosi gradito seppur nella sua casualità, visto che la sentenza di piena e totale assoluzione nei miei confronti è avvenuta nella tarda serata del 14 novembre, quasi per potermi dare la possibilità di fare il regalo più importante che potevo portare in dono alla mia grande mamma, ovvero la mia assoluzione, nel giorno del suo 85.mo compleanno». È quanto dichiara l’ex sindaco Antonio Messina.
Giustizia è fatta, anche se ad otto anni di distanza, nella sua non totale consapevolezza di quello che gli accade accanto, ma nella certezza che quest’anno sarà per me, per Lei e per tutti Noi un compleanno reso ancor più speciale grazie a questa splendida notizia.
Otto anni di angosce, di attesa, di gogna mediatica e di vergogna per i gravissimi fatti contestati che mi hanno reso debole perché non abituato “a stare nelle aule giudiziarie” ma al tempo stesso forte della consapevolezza della mia innocenza rispetto ai fatti contestati che udienza dopo udienza emergeva.
Un lavoro certosino, puntuale e attento, da parte dei miei difensori di fiducia, lo Studio Legale Tripepi e lo Studio Legale Veneto che, nei vari gradi di giudizio, “hanno smontato” l’infamante tesi accusatoria attraverso la lettura obiettiva dei diversi atti amministrativi collegati all’apertura del Centro Commerciale e che poteva sicuramente evitare quanto subito in questi 8 lunghi anni e affermare quanto ho più volte ribadito, ovvero che la mia azione amministrativa era a tutela dell’Ente Comunale che ho cercato di amministrare e rappresentare con abnegazione e impegno.
Sottoposto volontariamente ad un interrogatorio nell’aula bunker (quella riservata ai mafiosi e malavitosi di professione) a me sconosciuta sino a quel giorno, da parte di tre PM che sino all’ultimo grado di giudizio hanno fatto il loro lavoro di pubblica accusa percependo probabilmente la “debolezza umana” del sottoscritto, non abituato a simili contesti.
Dalla derubricazione del reato in primo grado, all’annullamento dell’infamante accusa dell’aggravante mafiosa in secondo grado sino all’annullamento con rinvio della Suprema Corte di Cassazione per arrivare alla sentenza di assoluzione della Corte d’Appello nel processo Bis, tutto frutto del lavoro capillare e attento dell’Avv. Annamaria Tripepi e dei suoi collaboratori (Avv. Valentina Martello e Avv. Marco Grillo Brancati) e dello studio Veneto, con la grande autorevole presenza dell’On. Avv. Armando Veneto, dell’ Avv. Antonella Ventra e del prestigioso lavoro dell’Avv. Clara Veneto.
A loro intendo dire un grandissimo Grazie per la professionalità, la competenza e la meticolosa preparazione di ogni singola udienza ad ogni fase del processo. A loro la mia gratitudine eterna, perché si sono immedesimanti sin dal primo giorno nel dramma che stavo vivendo dandomi coraggio e sostegno sempre.
Ma un grande grazie alla mia famiglia, dalle persone più vicine ovviamente in primis mia moglie e i miei figli che hanno sofferto in silenzio ma con grande dignità senza mai farmi mancare il loro amore ed una parola di conforto. A loro, alla mia grande famiglia, vero scudo protettivo nei momenti bui e di sconforto dedico questa grande vittoria.
Grazie anche ai tanti amici veri siete stati in tanti e sempre di più, che ho avuto dalla mia parte senza mai farmi mancare il sostegno, l’affetto e la vicinanza e senza mai vergognarsi di stare accanto ad una persona accusata di ipotesi di reato assolutamente infamanti.
Ma il pensiero più forte va ancora alla mia grandissima mamma, nel giorno del suo 85mo compleanno, che trascorrerò come sempre accanto a Lei, e stavolta non per raccontarle “una sana bugia” come quando mi inventavo una scusa per non farla uscire di casa per evitarle mortificazioni nei giorni in cui i quotidiani facevano incetta di copie vendute grazie alle “locandine” accusatorie e infamanti nei miei confronti.
Oggi Lei purtroppo non è nelle condizioni di andarle a leggere da sola, ma oggi, a giustizia fatta, spero che vi sia lo stesso tenore di allora nel comunicare che il proprio figlio è stato dichiarato Innocente.
E quindi, con le lacrime di gioia che da ieri sera mi accompagnano, non posso che dirle:
Auguri Mamma!
E poi una dedica speciale a chi mi ha guidato da lassù, che da 40 anni non è presente fisicamente nella mia vita e così, come a giugno 2015 ho sollevato il dito in cielo per dedicarti quella vittoria politica, oggi dedico questa ancor più importante che ridà dignità e onore a tutta la nostra famiglia, offesa e maltrattata ingiustamente, ma ancora e sempre a testa alta». Così conclude l’ex sindaco Antonio Messina.

