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Venerdì 16 maggio presso lo stand della Regione Calabria, al Lingotto Fiere di Torino, in occasione della prestigiosa 37esima edizione del Salone del Libro, si terrà la presentazione del volume “Maria SS. Del Consuolo. La Madonna dei reggini, Pensieri, Parole, Opere e Miracoli” Iiriti Editori, curato da Gaetano Surace, Luciano Maria Schepis e Antonio Marino.
Realizzato in occasione del XXV anniversario dalla fondazione dell’Associazione Portatori della Vara, il libro racconta attraverso un’accurata ricerca storico-iconografica, le origini del culto della Madonna della Consolazione.
Il SalTo 2025 che si terrà dal 15 al 19 maggio sarà l’occasione imperdibile per far conoscere il culto della patrona di Reggio Calabria e la sua importanza per il popolo reggino anche fuori dai confini regionali.
Il libro “Maria del Consuolo”, è un’opera che approfondisce le origini storiche e religiose del culto della Madonna della Consolazione che rappresenta non solo un elemento centrale della spiritualità calabrese, ma anche un fenomeno culturale che si è evoluto nel corso dei secoli, intrecciandosi con le tradizioni locali e le pratiche religiose.
Il testo si articola in diverse sezioni che esplorano le radici storiche del culto, risalenti al periodo medievale, e la sua diffusione nel contesto sociale ed ecclesiastico della Calabria. Inoltre, l’opera evidenzia il ruolo cruciale della trasmissione intergenerazionale della devozione. Attraverso racconti, feste, processioni e pratiche locali, la fede nella Madonna della Consolazione è stata mantenuta viva e vitale, diventando un patrimonio comune delle comunità reggine. Il coinvolgimento attivo delle diverse generazioni nella celebrazione del culto testimonia la forza della tradizione e la sua capacità di adattarsi alle esigenze dei tempi moderni.
Si presenta come un’importante fonte di conoscenza sulla storia religiosa calabrese, offrendo uno spaccato significativo della vita spirituale di Reggio Calabria. Attraverso l’analisi etnologica, storica e iconografica, il testo contribuisce a preservare la memoria di una tradizione che continua a essere fondamentale per l’identità culturale e religiosa della regione.

