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Serve grande attenzione per l’esame del progetto che interessa piazza De Nava e serve anche un confronto obiettivo perché i cambiamenti non rappresentano sempre minacce, ma possono divenire valori aggiunti. Queste le riflessioni a margine del confronto avvenuto in commissione consiliare Cultura, presieduta dal consigliere Marcantonio Malara, con Marisa Cagliostro, presidente della Consulta comunale politiche sociali, del lavoro e cultura.

«Abbiamo raccolto con interesse la richiesta della professoressa Cagliostro di esporre in commissione l’analisi dettagliata ad opera della Consulta cittadina riguardante tale progetto – chiosa Malara – perché crediamo che su ogni iniziativa o azione che riguardi lo sviluppo e la crescita della città, sia necessario favorire e sostenere sempre l’ascolto e il dialogo tra le parti. Siamo perfettamente consapevoli che la proposta di riqualificazione della storica piazza De Nava elaborata dalla Sovrintendenza, abbia aperto un vivace dibattito tra addetti ai lavori, associazioni e cittadini e a maggior ragione riteniamo utile alimentare un dialogo pacato e costruttivo intorno a questo progetto».
Cagliostro, in una relazione ha dato importanti spunti di carattere storico che ricordano «come anche in passato ogni intervento o spinta innovatrice abbia sempre generato tesi opposte e diverse correnti di pensiero. Così come è apparso evidente, dalla disamina offerta da parte della presidente della Consulta, che le traiettorie dello sviluppo urbano di ogni città, compresa la nostra, siano degli elementi dinamici, di fatto in continua evoluzione. Ciò anche in virtù di quelli che sono gli eventi naturali come nel caso di Reggio Calabria, il cui assetto è stato radicalmente stravolto in poco più di due secoli a causa, com’è noto, dei due gravi eventi sismici del 1783 e 1908».
In tal senso per il presidente Malara è importante che «il progetto che interessa piazza De Nava debba essere esaminato con grande attenzione da parte degli osservatori di settore e di tutta la cittadinanza, nell’ambito di un confronto ragionato e obiettivo ma che muova dalla consapevolezza che i processi di cambiamento non siano minacce da cui doversi difendere ma, semmai, un valore aggiunto per ogni comunità e nel contempo, delle opportunità per ciascuno di potersi esprimere al meglio e con spirito costruttivo a favore della propria comunità».


