Il direttore artistico e commerciale della Publidema Eventi Musicali: «Il conto lo pagano sempre gli operatori che, senza chiedere contributi pubblici, scommettono sull’amore del pubblico»
Tutti gli articoli di Cultura
PHOTO
«Abbiamo costruito, senza chiedere contributi pubblici, ma solo patrocini gratuiti, il cartellone L’Eleganza dell’Arte, scommettendo sulla passione del pubblico reggino. Abbiamo portato in città grandi artisti nazionali ed internazionali, scommettendo sulla passione del pubblico reggino ed alla fine abbiamo avuto ragione: con i nove eventi in cartellone abbiamo “portato” in totale in teatro 7.742 persone (ricordo che la Publidema, per scelta aziendale non fa abbonamenti, quindi in pratica non sono sempre gli stessi spettatori ad essere presenti), con l’obiettivo dichiarato di offrire eventi culturali di qualità e accessibili ai cittadini. La città, appunto, ha risposto benissimo, facendo registrare, praticamente, il tutto esaurito in tutti gli spettacoli» afferma Demetrio Mannino, direttore artistico e commerciale della Publidema Eventi Musicali.
Secondo la ricostruzione dell’organizzatore, la richiesta di gratuità per due spettacoli: Fabio Macagnino accompagnato dall’Orchestra composta dai meravigliosi studenti del Conservatorio “F. Cilea” e Fatima Ru sarebbe arrivata direttamente dalla Città Metropolitana, nell’ambito della programmazione del cartellone, proprio in virtù del successo ottenuto. «La documentazione è stata inviata e protocollata il 3 febbraio. Da lì in poi si è aperta una lunga fase di silenzio istituzionale».
Un silenzio che, secondo Mannino, avrebbe avuto effetti immediati sulla gestione dell’intero progetto. «Ci avevano chiesto di procedere senza sbigliettamento (così da essere in regola in base alla normativa della Città Metropolitana che vieta alla Stessa la possibilità di acquistare eventi con ingresso a pagamento) per questi due eventi, proprio per consentire ai cittadini di partecipare, ma senza alcuna certezza formalizata da un contratto che sarebbe dovuto arrivare da lì a breve ed invece nulla».
Il giorno dell’inaugurazione dell’infopoint a Piazza De Nava diventa emblematico. «Incontro il sindaco f. f. Carmelo Versace, che mi dichiara di non sapere nulla della pratica, essendosi insediato il 12 febbraio 2026, (mi domando, ma questo insediamento non sarebbe dovuto avvenire “in continuità”) nonostante esistesse già un protocollo ufficiale agli atti ed a lui direttamente indirizzato giorno 3 febbraio 2026, aggiunge che non era sua responsabilità se il capo di gabinetto Francesco Dattola e l’allora sindaco Giuseppe Falcomatà non gli avessero riferito nulla. In ogni caso, ci disse: “risolveremo questa situazione».
«Ci è stato detto che tutto si sarebbe risolto nel giro di pochi giorni. Poi quei giorni sono diventati settimane, senza alcuna soluzione concreta né un contratto», continua Mannino.
Il direttore artistico sottolinea inoltre che, da quel momento, sarebbe calato il silenzio fino al 9 marzo 2026, quando viene ricevuto alle ore 15:00 a Palazzo Alvaro dal sindaco f. f. Carmelo Versace insieme al consigliere metropolitano Giovanni Latella, che tiene a precisare «si è impegnato attivamente nel tentativo di sbloccare e chiarire la situazione, cercando di favorire un confronto tra le parti e una soluzione operativa».
Anche in quell’occasione sarebbero stati promessi altri due giorni per risolvere la questione, ma senza alcun seguito. «Alla lunga attesa si sono aggiunti ulteriori due mesi. In questo periodo ho cercato più volte di incontrare e contattare telefonicamente sia Versace sia Castorina, nuovo Capo di Gabinetto, ma senza risultato, sino a quando davanti a Palazzo Alvaro incontro Versace il quale mi riferisce ho firmato la variazione di bilancio, potremo procedere, puoi parlare con Castorina, il quale sostendendo di doversi dedicare alla preparazione dell’evento del 1° maggio, mi promette che si dedicherà alla nostra pratica immediatamente dopo, cosa che mi conferma durante la serata del 1° maggio dandomi appuntamento nel suo ufficio alle ore 9:30 del 4 maggio. Mi reco puntuale all’appuntamento e, dopo aver ascoltato le lamentele del Capo di Gabinetto (sembra mi sia recato troppo presto, ma fu lui ad indicarmi l’orario) mi sento dire che il giorno dopo mi avrebbe fatto sapere come procedere», continua Mannino.
Ma il 5 maggio, appunto il giorno dopo, mi arriva la comunicazione definitiva da parte di Castorina, secondo il quale non sarebbe stato possibile procedere. «A questo punto devo dedurre che quest’ultimo, abituato ai miracoli, stavolta non ci sia riuscito. La motivazione viene attribuita a presunte mancanze di comunicazione da parte dell’ex capo di gabinetto. Eppure, con quest’ultimo, così come con tutti i dirigenti e funzionari della Città Metropolitana, si è sempre operato con trasparenza, fiducia e pragmatismo. Inoltre, gli atti protocollati raccontano altro: la pratica era nota, tracciata e direttamente indirizzata a chi di dovere».
Per Mannino il quadro resta critico: «Non si tratta di un semplice errore, ma di un sistema che scarica responsabilità senza mai assumere decisioni quando servono, probabilmente a causa di “lotte intestine e meschine” note a tutti, ma mai rese pubbliche. D'altronde, confrontandomi successivamente con altri operatori, sembra che problemi simili, causati sempre da chi delle vane promesse, probabilmente, ne ha fatto uno stile di vita, in passato, furono risolti, grazie all'intervento dell'ex Capo di Gabinetto e dal Sindaco Falcomatà, altro che "omissione" di comunicazione, ma totale assunzione di responsabilità!!" Le conseguenze economiche, sostiene, sarebbero pesanti».
«Parliamo di circa 1.300 presenze complessive nei due spettacoli. Anche con un biglietto minimo si sarebbero potuti coprire i costi. Invece si è scelto di non scegliere, e a pagare sono stati gli operatori culturali, perché la Publidema Eventi Musicali che rappresento ha naturalmente onorato tutte le spettanze dovute a tecnici ed artisti».
La conclusione è netta: «Non è inefficienza episodica, ma incapacità di gestione. E quando la macchina pubblica si blocca in questo modo, il conto lo pagano sempre gli stessi operatori che, senza chiedere contributi pubblici, ma scommettendo sull’amore del pubblico reggino verso l’arte e la cultura, producono eventi di altissimo livello portando lustro alla nostra amata città».

