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Il Premio Ippolito è tornato là dove tutto è cominciato. Dopo qualche anno di assenza, la manifestazione culturale che da oltre vent’anni porta in giro per l’Italia e per l’Europa parole, immagini e visioni nate dai banchi di scuola, è stata presentata nella mattinata di martedì al liceo artistico “Preti–Frangipane” di Reggio Calabria, cuore simbolico di questa nuova edizione.
Ad accogliere istituzioni, ospiti internazionali e studenti è stata la dirigente scolastica Lucia Zavettieri: «Il Premio rappresenta un modo concreto per allargare gli orizzonti dei nostri ragazzi. È uno scambio che va oltre il linguaggio, oltre le discipline: qui si costruiscono relazioni, visioni del mondo nuove, si coltiva la possibilità di sentirsi cittadini di qualcosa che va oltre i propri confini scolastici o geografici».
A ribadire il sostegno istituzionale è stato il consigliere metropolitano alla Cultura Filippo Quartuccio: «D’intesa con il sindaco Falcomatà abbiamo creduto fin da subito in questo progetto. È un’iniziativa che crea connessioni virtuose: tra scuole, tra territori, tra Paesi. E lo fa con un linguaggio fatto di creatività, confronto, cultura vera».
Educare al bello, coltivare la sensibilità
A dare anima e respiro al Premio è Natina Cristiano, storica presidente della manifestazione, che in questo progetto ha messo cuore, visione e tenacia. «Oggi più che mai, serve educare al bello e alla sensibilità. In un mondo dominato da automatismi, algoritmi e intelligenza artificiale, stiamo perdendo la cosa più preziosa: la capacità di sentire, di essere empatici. Questo Premio nasce proprio per restituire umanità, per creare una rete tra studenti europei che dialoghi su temi veri, concreti, profondamente umani».
E proprio di umanità si è parlato anche nella riflessione iniziale della dirigente Zavettieri, che ha rimarcato il valore del confronto come antidoto alla chiusura: «Il contatto con coetanei di altri Paesi è un modo per aprirsi, per capire che il mondo è più ampio dei nostri contesti quotidiani. Questo è un progetto che educa a vedere oltre».
Un’agorà per giovani europei
Nato nel 2002 in memoria di Marco e Alberto Ippolito, due giovani reggini appassionati di poesia e arti, il Premio ha costruito nel tempo una rete internazionale capace di coinvolgere scuole, docenti, istituzioni e studenti in un dialogo permanente. A loro si è unita anche la sezione “Katya Pangallo – Regalaci un sorriso”, dedicata a un’altra giovane vita legata alla cultura e scomparsa prematuramente.
Al fianco di Natina Cristiano, c’è da sempre il prof. Leonardo Pangallo, coordinatore e anima organizzativa di un evento che si distingue per profondità educativa e valore simbolico. Quest’anno l’edizione coinvolge circa 50 studenti europei e una quarantina tra docenti, accompagnatori e figure istituzionali.
Tra gli ospiti internazionali presenti alla conferenza: Vasile Nicoara, docente rumeno e vicepresidente europeo dell’Associazione Docenti Europei; Ilias Agathangelidis, ambasciatore dei progetti culturali da Stoccolma; Marian Kitel, responsabile politiche giovanili del Comune di Zabrze, in Polonia.
Il Premio si articola in dieci sezioni, dalla poesia alla fotografia, dalla ricerca sociologica alla valorizzazione del territorio. Un progetto che resiste nel tempo e si rinnova, anno dopo anno, con la stessa missione: dare voce ai giovani e insegnare che la cultura può ancora essere un atto d’amore verso il mondo

