L’ultima fatica letteraria dell’autore dal titolo “A me la gloria” è un viaggio nel tempo tra le pieghe della storia
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Un evento che si è rivelato, fin dai primissimi istanti, un'esperienza profondamente coinvolgente e immersiva, quello svoltosi il 20 agosto, presso il “Palazzo della Storia, dell' Arte e della Cultura”. La serata, dedicata all'incontro con l'autore Mimmo Gangemi, è stata inaugurata dal violino del Maestro Salvatore Davide Schirripa, ricreando immediatamente le suggestioni dell'epoca narrata, catturando l'uditorio.
A fare gli onori di casa e a portare i saluti istituzionali è stato il sindaco di Terranova S.M., Ettore Tigani.
Il primo cittadino non ha nascosto la sua profonda felicità e il sincero orgoglio nell'ospitare nel proprio comune un autore del calibro di Gangemi. Nel corso del suo intervento, ha inoltre ribadito con fermezza l'importanza vitale di organizzare e promuovere costantemente eventi culturali di tale caratura nei piccoli borghi.
Iniziative simili, infatti, si confermano un tassello fondamentale nel più ampio percorso di valorizzazione culturale del territorio, trasformando i centri minori in vivaci fucine di dibattito e aggregazione.
La magistrale organizzazione dell'evento porta la firma di Marzia Matalone, che ha guidato la platea attraverso un dialogo intimo, acuto e profondo con l'autore. Un confronto che non è rimasto confinato al tavolo dei relatori, ma che, grazie ad un'impostazione dinamica, si è aperto con grande disponibilità alle domande del pubblico.
A rendere l'incontro ancor più denso di significato, è stata la brillante scelta di accompagnare la discussione con le proiezioni di alcuni filmati storici dell'epoca trattata nel libro.
Queste immagini hanno fornito un prezioso ancoraggio visivo, amplificando l'impatto documentale dell'opera e permettendo agli spettatori di calarsi totalmente nel contesto politico e sociale del tempo. Molteplici e di altissimo spessore sono stati i temi affrontati durante il dibattito: si è scavato nelle complesse dinamiche del rapporto sentimentale e di potere tra Galeazzo ed Edda, si sono analizzate le delicate, e infine fatali, tensioni tra lo stesso Galeazzo e Benito Mussolini, e ci si è interrogati a lungo sulla reale valenza storica di figure così controverse.
A impreziosire ulteriormente questo “viaggio nel tempo”, è giunto il prezioso aiuto di Mara Ferraro, che con le sue letture espressive ha scandito i ritmi dell'incontro, restituendo voce, corpo e drammaticità alle pagine del testo e tenendo il pubblico con il fiato sospeso.
In conclusione, la serata di Terranova ha consegnato ai presenti una riflessione di grande caratura civile e intellettuale: di fronte alla complessità del nostro passato, è fondamentale mantenere un atteggiamento aperto nei confronti di tutti gli argomenti, spogliandosi di sterili pregiudizi. L'incontro con la Storia, anche e soprattutto quando viene mediato e ravvivato dalla lente della narrativa, conserva un valore inestimabile. Iniziative come questa dimostrano che la letteratura non è mai un semplice esercizio di stile, ma uno strumento vivo per comprendere chi siamo stati e, di conseguenza, chi vogliamo essere.

