La lettera di un residente indirizzata a sindaco e circoscrizione riapre il caso sulla collocazione delle grandi attrazioni. Tra traffico, parcheggi e vivibilità tornano le stesse perplessità sollevate quando il centrosinistra guidava Palazzo San Giorgio
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Le grandi giostre delle Feste Mariane tornano a Botteghelle e, insieme alle attrazioni, riaffiorano perplessità già emerse negli anni passati. Questa volta a chiedere all'amministrazione comunale di rivedere la scelta è un residente della zona, Fortunato Ambrogio, che ha indirizzato una lettera al sindaco Francesco Cannizzaro e alla presidente della V Circoscrizione Caterina Pitasi. La decisione è contenuta nella recente delibera di Giunta dedicata alle linee di indirizzo per le Feste Mariane 2026, la numero 186 del 13 agosto. L'atto individua, per il periodo compreso tra il 10 e il 20 settembre, il viale Calabria, zona largo Botteghelle per le giostre cosiddette grandi, mentre quelle più piccole saranno ospitate a Piazzale Ferraris.
Ed è proprio sulla prima scelta che si concentra la lettera. Il residente richiama anzitutto la vocazione prevalentemente residenziale della zona, con numerose abitazioni e una consistente presenza di anziani, e mette sul tavolo una serie di criticità: traffico, rumore nelle ore serali e notturne, carenza di parcheggi, sicurezza e difficoltà negli spostamenti quotidiani. Secondo lo stesso, inoltre, rispetto agli anni passati la superficie effettivamente disponibile sarebbe ulteriormente diminuita. Da una parte i New Jersey che delimitano la pista ciclabile, dall'altra l'ampliamento del terminal Atam con gli spazi destinati alla sosta e alla ricarica degli autobus elettrici. Da qui la richiesta alla presidente Pitasi di farsi portavoce delle istanze del quartiere e al Comune di valutare una collocazione alternativa.
La vicenda riporta inevitabilmente alla memoria quanto accadde negli anni precedenti, ed in particolare nel settembre 2024, quando la scelta di Botteghelle provocò proteste, prese di posizione politiche ed addirittura un ricorso al Tar presentato dal Comitato civico di quartiere. Allora Palazzo San Giorgio era guidato dal centrosinistra e, dai banchi dell'opposizione, Forza Italia manifestò apertamente le proprie perplessità: ad intervenire, con una nota stampa, fu Federico Milia, all'epoca capogruppo azzurro di minoranza ed oggi, dopo la rielezione, Presidente del Consiglio comunale. Una sua frase sintetizzava bene la posizione assunta allora: «Un’area residenziale come il Largo Botteghelle non è idonea ad eventi ed iniziative di lunga durata».
Milia si faceva interprete delle preoccupazioni dei residenti, richiamando anche le conseguenze sulla circolazione, l'avvio dell'anno scolastico, e proponeva di valutare il trasferimento delle attrazioni nell'area del Tempietto o comunque in un'altra zona ritenuta più adatta. Due anni dopo il quadro amministrativo è cambiato. Il centrodestra governa la città con il sindaco Cannizzaro e la nuova Giunta ha nuovamente individuato il Largo Botteghelle, in continuità, per le attrazioni maggiori. Un precedente che oggi torna d'attualità, soprattutto perché alcune delle questioni sollevate da Ambrogio – dalla natura residenziale dell'area alle ripercussioni sulla viabilità – ricordano da vicino quelle evidenziate dall'allora opposizione.
Va comunque precisato che la collocazione prevista dalla delibera è sottoposta a precise verifiche preventive. L'effettivo utilizzo dell'area dovrà infatti superare i controlli relativi a sicurezza, idoneità strutturale, condizioni igienico-sanitarie e viabilità, oltre agli ulteriori adempimenti tecnici previsti dalla normativa. La questione adesso torna sul tavolo della nuova amministrazione, chiamata a valutare se le condizioni dell'area siano compatibili con il Luna Park e se le preoccupazioni dei residenti possano trovare spazio nell'organizzazione delle Feste Mariane. Peserà, nelle eventuali nuove valutazioni, quella posizione espressa da Forza Italia appena due anni fa, quando maggioranza e opposizione sedevano a parti invertite dell'aula?



