“Abbentu” è il nuovo lavoro dei Mattanza che attinge a una florida raccolta antologica di “parole, pensieri e sogni”, che annovera le storie della tradizione popolare, quelle reperite come diretta testimonianza dagli anziani depositari di una cultura orale millenaria e nuove suggestioni e testi inediti firmati Mattanza. Questa sera l’incanto si accenderà alle 19 presso la Chiesa di Santissima Maria di Porto Salvo di Cannitello, a Villa San Giovanni. 
I brani scandiscono i momenti salienti della Natività, ponendo l’accento su figure tradizionalmente meno approfondite quali il Battista e l’Arcangelo che viene immaginato custode e guida e che, nell’ottica della tradizione folklorica, ripercorre le tappe dell’attesa e della nascita, prefigurando il momento della passione e risurrezione di Gesù e in senso più ampio della coscienza collettiva.
L’umanità del racconto si perpetua nel testo letterario unico, penna di Lorenzo Praticò, con un brulicare di parole, di usi e costumi antichi eppure così veri in ogni tempo, che ci ricorda chi siamo e cosa dobbiamo a questa terra nostra, grembo di ricchezze che non si piegano alla miseria.
Abbentu è il tempo dell’Attesa che precede la natività ma è anche dal dialetto, nel suo significato originale, “pace, tregua”, speranza che non si lascia schiacciare dalla rassegnazione e dalle lacrime versate per tutte quelle vittime che la “strage degli innocenti” allora come oggi continua a mietere.
«Cu sonu di sta vuci, tuttu si ferma e taci. Tu trasi a nova vita ‘nta l’infinita paci.» (Da “A campana”, Mimmo Martino)
A Mimmo Martino, Spirito e Poesia, lampada ai nostri passi, nelle nostre scelte, nelle nostre lotte.

Con: Lorenzo Praticò e Gabriele Profazio - voce narrante;
Rosamaria Scopelliti - voce e percussioni;
Mario Lo Cascio - chitarre,pianoforte, voce;
Teo Megale - fisarmonica;
Alfredo Verdini - percussioni, lira calabrese.