martedì,Settembre 29 2020

Reggio Calabria, avvio della fase operativa del “RCmetro Citizens in Transition”

Un progetto promosso dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dalla metrocity e con la partnership scientifica del Centro Interuniversitario ABITALab - dArTe dell'Università "Mediterranea"

Reggio Calabria, avvio della fase operativa del “RCmetro Citizens in Transition”

Trasferimento degli obiettivi dell’Agenda ONU per lo Sviluppo Sostenibile, della Strategia Nazionale e Regionale per le città metropolitane italiane, formazione di nuove professionalità per creare lavoro e sviluppo sostenibile tra i giovani e divulgazione con azioni di coinvolgimento della cittadinanza nei 97 comuni della Città Metropolitana dei temi della sostenibilità. È così che si svolgerà, “RC Metro Citizens in Transition”, il progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Direzione Generale allo Sviluppo) e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria (con alla guida della Cabina di Regia il Settore 5 Istruzione e Formazione Professionale) e con la partnership scientifica del Centro Interuniversitario ABITALab – dArTe dell’Università “Mediterranea”.

Si tratta di un accordo ministeriale a cui si è potuti arrivare dopo l’accettazione della proposta progettuale avvenuta nel dicembre 2019, successive tutte le attività che hanno riguardato la predisposizione delle prime azioni pilota interne alla Governance dell’Ente e di formazione e assistenza con il ministero, anche nel periodo del lockdown. Nel competere all’avviso nazionale e sottoscrivere l’accordo il Sindaco Falcomatà ha voluto dare efficacia alla convenzione sottoscritta con l’Università, proprio con il settore 5 nel maggio 2019. Coscienti che l’avvio dei percorsi di Agenda 2030 per la città metropolitana di Reggio Calabria, significa accreditare tutti i comuni del territorio, sui temi dello sviluppo sostenibile con gli avviati strumenti competitivi di investimento territoriale, provenienti dall’Europa, dai Ministeri, dal CIPE e per lo stesso Recovery Plan, per il “new Green Deal” del piano di Rilancio e Resilienza nazionale.

Già nei primi giorni di giugno 2020, secondo programma, il progetto entra nel vivo della sua operatività con la call per l’attivazione dell’ecosistema civico e l’adesione di oltre trenta associazioni operanti sul territorio metropolitano e la selezione di giovani esperti che assisteranno l’ente nel progetto. In occasione della piattaforma civica collaborativa, curata da ABITAlab, interessanti interventi provenienti dai rappresentanti delle associazioni e alcune dichiarazioni hanno sottolineato la rilevanza del progetto che incide sulla governance dell’Ente, sul trasferimento delle competenze coinvolgendo le comunità metropolitane e anche su alcune attività del costruendo Piano Strategico Metropolitano.

«Creeremo figure professionali “green” per il futuro, ma inizieremo sin da subito con opportunità di formazione e futuro lavoro attraverso bandi relativi a professionalità legate ai temi dell’Agenda 2030. Ciò è molto importante in un territorio con una disoccupazione endemica come il nostro» ha affermato il dirigente del Settore 5 “Istruzione e formazione professionale” della Città Metropolitana Francesco Macheda.

«La convenzione con ABITAlab del Dipartimento di Architettura e Territorio della Mediterranea e l’assistenza per questa sfida avviata quasi due anni fa, ci consente di attuare quanto auspicato per la crescita e lo sviluppo sostenibile del territorio, attraverso azioni di Alta Formazione e disseminazione, che sono lo scopo della Terza Missione Universitaria. L’assistenza scientifica dell’Agenda 2030 nelle città metropolitane è stata affidata in tutta Italia alle Università. Poi, il centro interuniversitario ABITA è presente in 7 università italiane, da quasi 20 anni promuove la sostenibilità e l’innovazione nelle trasformazioni dell’ambiente costruito. Noi abbiamo proposto un programma di 18 mesi di azioni pilota sul campo e di monitoraggio secondo tutti i vettori di sostenibilità, coinvolgendo nella co-progettazione l’ecosistema civico che si sta costruendo» è un passaggio dell’intervento della responsabile scientifica del progetto prof.ssa Consuelo Nava.

«In questi anni le collaborazioni con la Mediterranea e la Dante Alighieri ci ha consentito di affrontare tante sfide sui temi della formazione per il lavoro, per i giovani del Sud. L’Agenda 2030 ci rende protagonisti insieme alle altre città metropolitane, per avviare un percorso virtuoso e promettente che durerà a lungo» è stato il commento del consigliere metropolitano delegato alla Formazione professionale ed Università Antonino Castorina, a chiusura dell’evento di presentazione della piattaforma. Ogni azione e finalità, documenti e buone pratiche, nonché la condivisione con il Ministero e le altre città metropolitane sono già evidenti sulla piattaforma digitale collaborativa realizzata da ABITAlab con l’Arch. Giuseppe Mangano